Le conversazioni del nostro cuore con gli alberi, i prati, con l'acqua del mare e con la terra sporca e violentata delle nostre città, non fanno altro che ripetercelo: c'è bisogno di essere diversi.
Oggi. Più che mai.
Di essere per scelta radicalmente diversi.
Di non tralasciare nulla nel nostro "dire qualcos'altro": come vestiamo, come appariamo, cosa compriamo, come scegliamo di spendere soldi, tempo, energie, ansie e speranze.
C'è bisogno di cambiare radicalmente.
Nella storia tutti i grandi cambiamenti sono sempre stati di due tipi: veri e apparenti. Quelli veri si sono sempre realizzati in due modi: con la violenza o con la fede. In alcuni casi, purtroppo, fede e violenza sono passati insieme, l'uno nell'altro, e solo una manciata di volte questo è stato "accettabile" per scongiurare un male infinitamente più grande.
Ma oggi noi dobbiamo essere un cambiamento vero.
Che ha seppellito nel passato ogni forma di violenza.
Che fa una "scelta", radicale, di convinzione, di coraggio, di fiducia, di fede. Un cambiamento che certo non passa rapidamente come quello violento, ma che forse, se davvero radicale, se davvero coinvolgente TUTTO il nostro essere, apparire, vivere, amare, può avvenire nell'arco di una nostra vita. Donata, spesa, vissuta per questo cambiamento.
Cambiare noi stessi e il nostro vivere ci salverà.
Dal rimpianto, dalla mediocrità, dalla mancanza di senso. Non dalla fatica. Anzi, sarà molto più faticoso. Ma ci salverà. E forse salverà altri.
Forse salverà questo mondo, violentato dall'umanità che ha dimenticato il significato della parola "umanità".

Vi abbraccio, Giandil