Il mio arrivo a Scampia è in metropolitana, verso sera. Di fronte a me, su due grandi palazzi bianchi, due manifesti giganteggiano la scritta “Benvenuti a Scampia. Se ci credi, puoi trovare un mare di bene a Scampia”. Autore: il Centro Hurtado. E’ proprio lì che sto andando. Cerco di orientarmi dalle poche indicazioni ricevute per telefono.

Cammino, i viali sono larghi, costeggiati da ampie aiuole. Piene di spazzatura. Qualche macchina sfreccia qui e là. Nessuno in giro. Chiedo ad alcuni passanti. Ci capisco sempre di meno. Nel rossore del tramonto, giganteschi palazzi scalcinati come cupi mostri assopiti mi sovrastano. Mi sembra di andare verso nulla. Di essere nel nulla. Silenzio. Questo posto è muto, celato, senza brecce.

Ad un certo punto mi avvicino a un ragazzo, sul marciapiede. Mi dice che può portarmi lui, va nella stessa direzione. Intanto aspetta. Dal balcone del primo piano gli calano una vaschetta di plastica blu attaccata a una corda. Lui ci molla dentro 10 euro e raccoglie un pacchetto di sigarette. Poi andiamo. Mi chiede cosa ci faccio qui. Gli dico che mi fermerò qualche giorno per fare alcuni incontri, conoscere le realtà che lavorano qui, vedere Napoli…

“Non è un bel posto qui… Tutti se ne vorrebbero andare, appena possono” dice. “Sei costretto a cedere, prima o poi. Ti dicono ‘vieni a rubare con noi’, e tu rispondi di no un giorno, di no due, di no tre, il quarto ci vai”. Scuote la testa. “Quando vedi che tu lavorando guadagni 50 euro in una settimana, e loro 250…poi cedi”.

Ineluttabile. Senza senso. Questo è stato il mio battesimo a Scampia.

 

Per primo ho incontrato Lorenzo. Direttamente da Manhattan, dove sta da dieci anni a fare da agente alle giovani modelle di tutto il mondo, catapultate lì nel circuito della moda, Lorenzo ha scelto di spendere qui al Centro Hurtado la sua seconda settimana di ferie. “Sentivo il bisogno di fare del volontariato – dice semplicemente – sono qui a dispozione, facciamo quello di cui c’è bisogno”.

E’ romano, Lorenzo, ha un passato da Scout e un fare simpatico e stimolante che trasmette da subito amicizia.

 

Antonio è qui per un tempo più lungo. E’ un ragazzo di Grosseto, da tre anni in cammino per diventare prete, a Siena. Un forte impegno antimafia che rinfresca con letture e servizio, e un fare riservato, amichevole, che non nasconde la sua timidezza e a tratti i suoi conflitti interiori. Una persona che conosce la direzione in cui cammina, e se ne porta consapevolmente tutti i dubbi e le opportunità. Con un forte senso della giustizia.