di Antonio Moresco, scrittore

 

Questo estratto di un articolo uscito sul sito ufficiale di Stella d’Italia, dedicato a chi vi ha collaborato a livello volontario, mi riguarda personalmente. Con umiltà lo ripongo in questo piccolo blog, grato ad Antonio (un grande pensatore con un grande cuore e un ardente spirito) desideroso di conservarlo gelosamente e di condividerlo con i miei amici. In quelle due righe su di me, infatti, nomina la vera forza di ogni mio passo sul sentiero: la mia famiglia, i miei amici, le mie passioni.

 

C’è, in questa nostra piccola e inedita impresa che nessuno – anche più grande di noi – ha mai finora tentato, anche questo: che persone mai viste prima fanno cose che non avevano mai fatto prima. Persone incontrate per la prima volta, l’anno scorso, durante il cammino da Milano a Napoli, adesso camminano ancora con noi e in qualche caso dirigono i vari bracci.
Senza di loro non starebbe succedendo la Stella. […]

Giacomo, ragazzo pieno di potenzialità e di passioni, che ci ha guidato da Genova insieme ai suoi genitori e ai suoi amici. […]

Tutta gente che sta facendo qualcosa mai fatta prima, che non se ne sta lì sulla riva costruendosi delle piccole autogiustificazioni intellettuali, sfottendo o tacciando di ingenuità chi ha saltato il fosso. Gente avara di sé, autoposizionata, come sono spesso gli scrittori e i letterati del nostro paese e di questa epoca, indipendentemente dalle loro collocazioni e dai cartellini del prezzo politici, culturali e morali che esibiscono, incapace di uscire dal piccolo cerchio che è stato loro assegnato e di entrare in una dimensione più grande, che usa la cultura per chiudere e rimpicciolire, non per spalancare e sfondare.
Io preferisco camminare con queste persone sconosciute fino a un momento prima. Abbiamo più cose da dirci, parlare con loro mi arricchisce, le stimo migliori.