Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Parco e Lago - Ilaria Macedonio

28 settembre 2013, notte, Civitella Alfedena

Caro Giuseppe,

l’ora è tarda e il sonno molto persuasivo. Ma volevo dirti della splendida foresta che abbiamo percorso oggi, a Forca d’Acero, sistemando i segnavia con pennelli, pittura, precisione e pazienza. Una bellezza che non ha fine, una sorpresa che non ha eguali, un silenzio che non stanca. Volevo raccontarti della passeggiata notturna insieme fino al paese, lungo la strada buia, e noi senza luci, a gustare le stelle, le ombre, il canto del bosco, del vento, a parlare con intimità della vita e del futuro tra noi, camminando con fiducia come in un incanto.

E in ultimo della testimonianza inaspettata e commovente di Antonio, il fornaio, che ci ha regalato una grande focaccia rotonda, morbida e calda, e ci ha condiviso la sua vita, la sua passione per la semplicità e l’autenticità, chiedendoci di fare attenzione alle cose piccole, quelle essenziali che si riveleranno le vere “cose grandi”, anche in vista di un futuro diverso, di un mondo dal volto rinnovato.