Diario di un soggiorno a Sighet. Settimana di volontariato con la Lega Missionaria Studenti

Sighet alto buona

26 dicembre 2014/3 gennaio 2015


La città in campagna, il freddo glaciale, una lingua simile al latino antico, gusci di chiese che si rincorrono in altezza…finché un mattino, il sole si affaccia oltre l’orizzonte e getta su ogni cosa una luce che rivela un mondo gioiello.

 

“Oggi è sereno. Già ieri si era aperto e ho scoperto i monti innevati attorno a Sighet. La bellezza di questa Transilvania che vorrei scoprire coi piedi sulla strada…”


Carretto romania

27 dicembre 2014

Nel cuore dell’Europa tra decadenza e rinascita

Eccomi. In un paese straniero a quasi 2000 chilometri da casa, nel cuore dell’ex blocco sovietico, a due passi e una riva di fiume dall’Ucraina, terra contesa e contrastata. Siamo in mezzo alla storia, da tanti punti di vista. La storia – come ha detto bene oggi padre Massimo – di una chiesa che corre avanti, a scoprire cosa rinasce dal sepolcro vuoto dell’umanità, rispetto a una chiesa dell’istituzione, dei palazzi, del clero, che annaspa fossilizzata e squarciata da strappi tra vecchio e nuovo.

La storia di un’Europa vecchia, stanca, che ha in sé la forza e la cultura per rinascere, ma non la motivazione di una identità e di una finalità chiara, condivisa. Stretta tra crisi finanziarie e diktat dei palazzi di vetro, tra paesi stanchi e paesi recalcitranti, tra popoli addormentati e popoli “rincoglioniti”, tutti comunque frammentati e difficilmente capaci di elevarsi dal “sistema” per cercare alternative.

La storia di luoghi periferici del mondo globalizzato, come questa Romania reduce recente da decenni di regime politico, culturale, mentale, contraddizione di desolazione e di aspirazioni emulatorie dello sviluppo accelerato.


sighet 2

28 dicembre 2014

I bambini per un secondo di felicità

Mi ritrovo qui stanco dopo la prima mattinata di servizio. E’ vero, è un servizio di relazioni che assorbe particolarmente, soprattutto a livello fisico, nel nostro caso di bambini disabili. Qui non te la puoi cavare con giochi di alcun tipo, con alcuni di loro puoi solo donare attenzione, affetto, tenerezza e tempo “da perdere”, conoscendoli e capendoli man mano sempre di più.

E’ anche vero ciò che diceva Massimo: che valore ha una di queste vite? Che senso, che prospettiva ha? Forse nessuno. Eppure noi – folli in questo – siamo qui a darlo. Sulla fiducia, non si bene in chi o in cosa.

Più volte stamattina ho pensato: se anche tutto questo può creare un solo secondo in cui questa bambina, questo bambino si senta felice, amato, oltre ogni sua incapacità a comprendere, pensare, elaborare, allora io ho senso di stare qui al mondo. Questo il livello intimo, personale; è l’unico possibile nell’agire? No. Ci dev’essere, e può esserci proprio grazie all’esperienza intima, un livello di attivismo politico di rete, di movimento, capace di orientare e migliorare la società per quanto riguarda l’organizzazione e la promozione delle persone. Non è necessario adorare Dio come essere astratto, non è necessario frequentare il tempio dei riti prescritti, possiamo adorare l’Uomo, l’Umanità a partire dagli ultimi, e adorare e pregare “in spirito e verità”, nel “chi siamo dentro” e “che facciamo fuori”. Questo credo con sempre maggiore forza.


Sighet chiesa

30 dicembre 2014

Una nonna in Romania

Colazione a base di chai (il thé ai frutti di bosco) e biscotti al cioccolato doppio strato fatti in casa. La nostra Magdalina è una nonna doc, ospitale, pratica, umile e sorridente. A pranzo e cena propone i piatti più ricchi e sostanziosi che ha. Peperoni in salsa dolce ripieni di riso e carne, minestre di verdure e polpette, pasta col pollo, puré e cotolette… e i dolci. Il piccolo Leo mangia sempre con noi, ma non parliamo praticamente di nulla a causa della lingua e della loro reticenza a fare domande. Un peccato. Ma ciò che va, va.

Oggi è sereno. Già ieri si era aperto e ho scoperto i monti innevati attorno a Sighet. La bellezza di questa Transilvania che vorrei scoprire coi piedi sulla strada. Forse, un giorno.


 Sighet neve

1 gennaio 2015

La malattia, la cura e l’umanità

In malattia. Venendo travolto da una bordata di gola infiammata, nausea e febbre a 38, ho potuto oggi sperimentare la tenera e decisa cura di questa Magdalina, questa “mami” che da 6 giorni ci accoglie con pranzi e cene abbondanti, e ci ha dato la sua camera da letto per dormire. Una vera nonna premurosa ma non sdolcinata. In questa terra contadina, per certi versi vicina e per altri lontana dalla nostra realtà. Mi dispiace non essere andato a salutare i bambini, a Cosbuc, oggi pomeriggio. Che ne sarà di Rosa, di Bjorn? Giornate interminabili li aspettano, lì fermi in quella stanza, qualche pupazzo e tv sempre accesa, un’operatrice distratta da sola per 12 creature disabili…con quale senso? Con quale prospettiva? Quanti così o anche molto peggio nel mondo? Provare a proiettare è provare a impazzire. Ma ci dev’essere un modo di stare al mondo senza ignorare tutto ciò. Vivo per diventare Umano.

Sighet cartina

Informazioni Lega Missionaria Studenti: http://cvxlms.it/