21 agosto 2016 – Tagliacozzo

giorno6b

Come usciamo da questo cammino? Con ammirazione per chi lo ha creato – intenti di fondo, sensibilità, logistica e strumenti – e compartecipazione con chi lo sta provando a sostenere, aprendo spazi di accoglienza ad ogni livello. Un cammino mette in gioco una comunità nel suo insieme, stimolandola a riconcepirsi come tale.

L’anziano racconta, riprende ricordi e documenti di famiglia.

Il giovane riflette e talvolta pensa ciò che mai avrebbe immaginato: di far qualcosa sulla sua terra, di non andare via, di costruire qui con un respiro però ampio, di mondo.

Il bambino scopre strani soggetti che passano carichi di zaini, tende, a volte un asino, e si fa l’idea che dev’essere bello, appena potrà, farlo anche lui.

Le famiglie ancora resistenti offrono accoglienza, un letto, un terreno per la tenda, un caffè o una cena.

Le istituzioni, forse, cominciano a capire che ha senso sostenere, favorire tutto questo.