E’ con un sorriso emozionato che voglio dire il mio grazie ai viandanti di questo quarto Cammino di Pasqua, che ci ha portati sull’Alta Via dei Monti Liguri da Pigna a Ventimiglia. Al nostro capoGigi che sta già preparando la 5a edizione. A Luca che li ha raccontati tutti con i suoi scatti. A chi oggi ci sostiene a distanza come Alessia e Ulderico. A chi si è cimentato per la prima volta in questa esperienza strana che si pone fuori dalle strutture. A chi ci ha raggiunto da Torino e da Chiavari. A Mattia che ha preparato le meditazioni. A Davide che ha curato i reading da Bobin. A don Rito che ci ha ospitati all’arrivo. Al Bar Hobbit che ci ha rifocillati. A chi si è camallato le tende, il cibo e l’acqua di riserva. A chi ha saputo mescolarsi con i migranti accampati sul fiume per portare una presenza amichevole, un sorriso, due tiri a pallone. Uno sguardo umano in tempi disumani.
Abbiamo incontrato il vento, la grandine, il temporale, la neve, il sole, la pioggia, il buio, la luce. Come accade al profeta Elia, il divino si incontra dove non lo si aspetta: nel mormorio di una brezza leggera, più che nella potenza degli eventi traumatici.
Possiate trovare sempre in quella brezza il coraggio di schierarvi, di muovere un passo in direzione ostinata e contraria, di continuare a cercare, cercare e cercare. Imperniando la vita su una parola radicale, folle, una Speranza che passa attraverso ogni Passione, ogni fallimento, ogni morte. D’altronde, dice Bobin, “forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana”.


(foto Luca D’Alessandro)