di Giacomo D’Alessandro

Da ormai qualche anno sta prendendo piede in Italia una nuova idea di cammino. È un’idea che non nasce dalla teoria, ma dai piedi, dai passi e soprattutto dagli incontri. Molte persone, a volte interi gruppi e movimenti, si dedicano a camminare in luoghi anche non turistici, per incontrare a passo lento le realtà virtuose che abitano determinati territori. È un camminare che riscopre e sogna una realtà diversa dal soffocante racconto mediatico, un’Italia dei borghi e delle comunità, delle avventure sociali e culturali che come “lucine” presidiano territori spesso abbandonati e spopolati.

È un camminare che scommette sul ricucire una realtà individualista, frammentaria e rassegnata, non tanto con grandi discorsi quanto con i corpi e le menti. Ed è infine un camminare che nasce dal desiderio di chi, fuori dalle metropoli, va in cerca di altri stili di vita possibili. Questo modo antico e nuovo ha come risultato di incoraggiare (moralmente ma anche economicamente) le persone che una scelta diversa l’hanno compiuta, ma spesso arrancano in territori dove far ripartire economie circolari e sostenibili non è affatto scontato.

Per tratteggiare le caratteristiche del “camminare sociale” e dei movimenti che lo hanno sviluppato, mi sono rivolto ad alcuni significativi personaggi che ho avuto modo di conoscere. Primo fra tutti il camminatore e fotografo Riccardo Carnovalini, che ha condotto alcuni dei più intriganti percorsi a piedi e reportage in 40 anni di attività (CamminAmare, CamminaItalia, GeMiTo, Appia Antica…). L’ultima avventura, PassParTout, è stata un cammino di 9 mesi per l’Italia in cui chiedeva ad ogni persona ospitante di trovargli l’ospitalità del giorno dopo. Un patrimonio inedito e imprevedibile di incontri vissuto e raccontato insieme ad Anna Rastello, camminatrice molto attenta al tema delle disabilità e dell’inclusione, promotrice di cammini sociali urbani di 24 ore e del Cammino di Marcella.

Dal 2011 si è lentamente coagulato Repubblica Nomade, un movimento unico nel suo genere, promotore di cammini dal forte impatto civile, in Italia e in Europa. I suoi ispiratori, lo scrittore Antonio Moresco e la redazione de Il Primo Amore, insieme a decine di volontari da tutto il Paese, hanno contribuito molto a sintetizzare i principi di una nuova, profetica funzione del “camminare” come atto politico, sovversivo e prefigurante nuovi orizzonti di specie. Tra le imprese più significative l’esordio Milano-Napoli sulla via Francigena e il cammino Stella d’Italia per convergere su L’Aquila, “da terremotati a terremotanti”. Ma anche inediti itinerari in Sicilia e in Sardegna, pionieri di una socialità tutta da scoprire…

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