Come nasce un cammino sociale #9

Nelle ultime settimane ho vissuto giorni densi di incontri e colloqui in Val Borbera, con tanti passi avanti nella costruzione del Cammino Sociale. Si parla con i Sindaci e gli Assessori, si parla con gli albergatori, si parla con le realtà virtuose e associative conoscendole poco a poco. Gli ultimi giri mi son costati circa 100 km in bicicletta, senza contare quelli a piedi, ma percorrere gambe in spalla questi luoghi è il solo modo che mi pare valido di conoscerli e sentirli a fondo. Me l’hanno insegnato i veterani del Parco d’Abruzzo, che solo così ci si prende cura di un territorio naturale.

Proprio un anno fa portavo in valle questa idea del Cammino Sociale, di riscoperta lenta del territorio e delle sue affascinanti storie, non immaginando di trovare tante relazioni, affinitá e collaborazione. Tanto fermento in varie forme che dà speranza, “per chi viaggia in direzione ostinata e contraria”. C’è ancora un po’ di lavoro da fare prima che il cammino sia “lanciato” online, percorribile e attrezzato. Ma i pezzi si stanno componendo, e il tempo speso nel tessere relazioni, complicità, e nel vivere sulla pelle i boschi, le strade, i paesi e i torrenti, non è tempo sprecato: sta anzi rendendo sempre più realistico e accogliente questo progetto di trekking sociale. Lo sta cucendo nelle vite e nelle prospettive di tante persone che in Val Borbera e nelle valli contigue si “sbattono” tutti i giorni per fare cose belle. Se i camminatori troveranno un territorio accogliente sarà anche grazie a come i suoi abitanti vivranno e sentiranno l’intento di questo cammino.

A maggio è partita la newsletter che con cadenza mensile terrà informate sui progressi tutte le persone che ne hanno piacere. E quanto prima il cammino avrà un nome, un simbolo, un sito, una guida cartacea e una segnaletica su tutti i 120 chilometri della sua estensione. Il suo valore è rimarrà sempre quello di far emergere le storie significative e appassionanti – passate e presenti – della Val Borbera, così da incoraggiare chi la abita ad andare avanti in direzioni positive, umane, essenziali. Ma anche di farla conoscere in tutte le sue altre iniziative e opportunità, anche quelle che il cammino non tocca direttamente, per suscitare nuovi desideri di venire a vivere questo luogo particolare.

[foto copertina di Luca D’Alessandro]