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Canto del Ramingo

Cammino e spiritualità sui sentieri di Giandil

Category: Cammino dei Briganti

Sul Cammino dei Briganti/4 – C’è vita oltre…

21 agosto 2016 – Tagliacozzo

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Come usciamo da questo cammino? Con ammirazione per chi lo ha creato – intenti di fondo, sensibilità, logistica e strumenti – e compartecipazione con chi lo sta provando a sostenere, aprendo spazi di accoglienza ad ogni livello. Un cammino mette in gioco una comunità nel suo insieme, stimolandola a riconcepirsi come tale.

L’anziano racconta, riprende ricordi e documenti di famiglia.

Il giovane riflette e talvolta pensa ciò che mai avrebbe immaginato: di far qualcosa sulla sua terra, di non andare via, di costruire qui con un respiro però ampio, di mondo.

Il bambino scopre strani soggetti che passano carichi di zaini, tende, a volte un asino, e si fa l’idea che dev’essere bello, appena potrà, farlo anche lui.

Le famiglie ancora resistenti offrono accoglienza, un letto, un terreno per la tenda, un caffè o una cena.

Le istituzioni, forse, cominciano a capire che ha senso sostenere, favorire tutto questo.

Sul Cammino dei Briganti/3 – Molti incontri

19 agosto 2016 – San Donato

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E’ un Cammino pieno di incontri spontanei e di tappe “guidate”.

La signora Tina che a 87 anni ci ha portati nella chiesetta gioiello di Santa Maria in Valle Porclaneta, ci ha fatto pregare, ci ha trasmesso saggezza di vita e passione…

I ragazzi incontrati lungo il cammino, Matteo e Toffì l’asina con cui abbiamo condiviso due tappe.

Anna e Marco giovani resistenti con l’avventura del loro agriturismo, e la schitarrata fatta insieme “sopra” Raoul Bova [che cenava al piano di sotto]…

Il pastore rumeno Relo, al Lago della Duchessa, che ho ringraziato nella sua lingua natia.

Ogni signore che ci ferma nei paesi per raccontare il suo pezzetto di storia dei briganti…

Molti incontri. Oggi con Luca e Fabiana, camminatori e guide di professione, fautori di questa bellezza “mirata”. A loro si deve la guida così ben fatta del Cammino e la sua invenzione.

Ringrazio per questo tesoro che continuo a ricevere dalle mani del mondo. Provo pochi slanci di malinconia, poche ansie da “altrove”, poca necessità di fare e progettare; non ne sono invaso come spesso nella quotidianità, ma il giusto, forse perché la dimensione del cammino è già “piena” e completa di per sé, senza bisogni che si aggiungono dall’esterno. E il mio cuore percepisce ciò.

Sul Cammino dei Briganti/2 – Come degli eroi

16 agosto 2016 – Poggiovalle

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Stiamo percorrendo il Cammino dei Briganti in un clima completamente inaspettato. La gente ci accoglie come degli eroi, stiamo ripopolando paesi e sentieri ma soprattutto ridando la speranza (speriamo non l’illusione) che una nuova vita sia possibile per questi villaggi sperduti e spopolati, dove le famiglie inurbate tornano giusto a Ferragosto. Paradossalmente è stato giusto essere qui nel periodo “pieno” di villeggianti: tanti ragazzi che vivono a Roma ci guardano con ammirazione e curiosità, qualcuno è talmente entusiasta del boom del Cammino che pensa già a tornare qui per aprire un ristoro, almeno d’estate. Brillano gli occhi a molti di loro.

A molti anziani viene voglia di parlare, raccontare, dare indicazioni. Molti ci offrono cibo, giardini per mettere la tenda, acqua, e tanto incoraggiamento. Non credono ai loro occhi nel vedere 30-40-50 giovani passare tutti i giorni sul Cammino, visitare i paesi, riscoprire le tracce e le storie. Si apre un nuovo varco, una nuova prospettiva per luoghi dati per morti, senza attrattive e senza vita. E noi stiamo contribuendo a questo proprio nel momento giusto, nel momento chiave. Che si venga fin qui dal Nord Italia per fare un cammino stupisce. La fatica, il caldo, gli zaini pesanti, l’attrezzatura, la gentilezza e la cortesia, stupiscono molti che delle nostre generazioni hanno un’immagine spompata, derelitta, senza speranza.

Accanto a noi da ieri camminano due ragazzi di Latina, uno fa il barista, l’altro il metalmeccanico, non si dicono assidui del trekking, ma si sono lasciati ispirati dall’avventura dietro casa. Sono le loro ferie. Cercano un vivere primordiale nella natura, uno stare liberante. Sono segni di speranza, di consapevolezze indefinite ma comuni a una nuova generazione dalle più svariate provenienze. Così si riparte per cambiare se stessi e quindi aprire varchi sociali alternativi. “Il vento fa il suo giro, e ogni cosa prima o poi ritorna”, diceva un bel film. Io sento che, di questo passo, noi ritorniamo al futuro.

Scorci dal Cammino dei Briganti/1

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Itinerario ad anello di 8 giorni, tra Sante Marie e il Monte Velino

Diario di viaggio (social) | 14-21 agosto 2016


Prima del Cammino.

Tra poche settimane ci aspetta un nuovo cammino, riscoperto da poco, sull’appennino d’Abruzzo. Un nuovo pretesto per fare vita semplice in natura, per vivere a un ritmo piú umano, per godersi le bellezze italiche, per aprirsi a convivenza coi compagni e ad incontri imprevisti. Per ascoltarsi a fondo.
La via prosegue senza fine, lungi dall’uscio dal quale parte,

ora la via é fuggita avanti, devo inseguirla contro ogni sorte…


Cammino dei Briganti, Abruzzo, giorno 2.

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Cammino dei Briganti, Abruzzo, giorno 2.
Mai visto tanta ospitalità da parte dei paesani lungo un cammino… Un’umanità che si riscopre in un altro modo di stare al mondo. Per chi cammina e per chi accoglie.
Ritorniamo al futuro.

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Cammino dei Briganti, giorno 3.
Una signora del paese viene verso la tua tenda alle 7.30 del mattino: “Tieni, vi ho fatto il caffè”.
Un signore ti raggiunge che hai giá lo zaino in spalla: “Io sono uno dei Briganti!” e racconta le storie di suo nonno, uno dei piú famosi capi banda della zona durante l’unità d’Italia.
Un altro modo di abitare e camminare.
Ritorniamo al futuro.

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Cammino dei Briganti, giorno 5.
Tra pastori transumanti, faggete, storie e incontri. Tanta condivisione imprevista con chi si conosce sui sentieri…un popolo camminante per un nuovo modo di vivere.

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Cammino dei Briganti, Abruzzo, giorno 6.
A spasso con Toffì, alle pendici del Velino.

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Cammino dei Briganti, giorno 6.
Scopriamo un gioiello della spiritualità benedettina, Santa Maria in Valle Porclaneta. E la signora Costanza, 87 anni, angelo custode di questo luogo dal 1948. Con lei conosciamo l’arte e la storia, sostiamo, preghiamo, scherziamo. Una di quelle rare persone che sono il nome che portano, e che senza titoli, accademie o latinorum. in poche umili parole insegnano il senso della vita, la passione, l’allegria.

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Alla fine del Cammino.

Cammino dei Briganti, 7 giorni, 100 km, decine di incontri e di ospitalitá, tanti borghi medievali, boschi valli monti e fonti, pastori, asini, indigeni, villeggianti, tende sotto le stelle, letture sotto la luna, 17 kg di zaini, passi e sorpassi, soste ad ammirare la vita, in un mondo antico che é nuovo e puó cambiarci in meglio.

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Foto da smartphone Giacomo D’Alessandro.

Info su https://camminobriganti.wordpress.com/

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