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Impresa raminga d’autunno: nei giorni da meteo più brutti di ottobre, io e Derek Bacci abbiamo pensato bene di salire in Val Maira, e ci siamo ritrovati sotto la prima abbondante neve. Che fosse una nevicata fuori stagione lo dimostrano le immagini di mucche ancora ai pascoli aperti, in lenta transumanza verso valle. Strade bloccate, tanto che da Gheit ci siamo caricati gli zaini in spalla e abbiamo raggiunto a piedi, affondando nella neve fresca per un’ora e mezza, un silenzioso, bianco e disabitato paese di Pratorotondo, a 1600 metri, dove abbiamo passato la notte nella casa diocesana, al calore della stufa. Ma il paesaggio bellissimo e inaspettato, il silenzio, l’assenza di vento e bufera, ci hanno spinti a salire in gita fino alle così chiamate Capanne di Heidi, verso il colle Soleglio Bue. Un bosco magico, fatato, sotto una coltre sempre più spessa e farinosa. Due giorni in un mondo solitario, unici esseri viventi oltre ad uno sventurato gatto. La mattina dopo abbiamo desistito sul sentiero per Prato Ciorliero, trovandoci in una situazione pericolosa: tuoni e lampi durante la nevicata. “Mai visto in 70 anni da queste parti”, parola di pastori.