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Canto del Ramingo

Cammino e spiritualità sui sentieri di Giandil

Category: Liguria

Lettere da mio nonno – su LiguriTutti

Su LiguriTutti sto ripubblicando in versione aggiornata e riveduta i racconti di mio nonno Egidio D’Alessandro, navigatore genovese vissuto tra il 1928 e il 2006. Per ricordare da dove veniamo, come stiamo cambiando, e riflettere su dove vogliamo andare.

1. Così affondò l’Andrea Doria

Caro Giacomo, riprendiamo i miei ricordi di vita sul mare. Questa volta devo con molta amarezza rievocare il naufragio dell’Andrea Doria, la nave regina (così chiamata per la sua bellezza) dove mi trovavo imbarcato il 25-26 luglio 1956, esattamente cinquant’anni fa. L’Andrea Doria era l’ammiraglia della flotta passeggeri, e partì da Genova il 17 luglio…  Leggi tutto

2. Quando venne la guerra

Prima della guerra era usanza che i ragazzi nelle vacanze estive venissero mandati in bottega a imparare alcuni mestieri, così da facilitare la ricerca di un lavoro una volta finiti gli studi. Per le famiglie era importante che i figli imparassero a contribuire alle spese domestiche. Così iniziarono i miei primi impieghi… Leggi tutto

3. C’era una volta il pallone

Prima della guerra quando ero bambino ho vissuto giorni indimenticabili. Mio papà era imbarcato sul Rex, la più grande nave passeggeri degli anni ’30-’40, e quando arrivava dall’America portava sempre la cioccolata. Una volta portò un fonografo con i dischi, il cui motore funzionava a manovella, e noi passavamo ore a suonarlo… Leggi tutto

4. La mia vita sull’oceano

Il mare, il mio mare, la mia vita sul mare. Sono tre cose ben distinte, che uniscono la gran parte della mia vita. E’ bello oggi, a ventisei anni dal mio ultimo imbarco, alzarmi la mattina e vedere dalla finestra il porto, e più lontano il mare. In un attimo mi riappaiono come in un sogno tutte le partenze e gli arrivi che hanno caratterizzato la mia vita e anche quella della mia famiglia… Leggi tutto

5. Ti racconto i miei caruggi

Oggi si parla tanto di Centro Storico, e quasi sempre se ne parla male. E’ difficile gestire un quartiere fatto di vicoli stretti e scuri dove si affacciano birrerie e cantine aperte tutte le notti. Io ti voglio parlare del mio Centro Storico, dove sono nato con le mie sorelle e i miei fratelli. Allora si chiamava solo “i caruggi de Zena” ed era un quartiere vivo, bello, pieno di gente e di negozi, con i bambini che si rincorrevano giocando nelle piazzette tra i vicoli… Leggi tutto

6. Caro nonno, oggi saresti contento | di Giacomo D’Alessandro

Dieci anni dopo la tua dipartita da questa vita, devo ancora ringraziarti per tutti i racconti coni quali mi hai cresciuto. Oggi che da quattro anni vivo in questi caruggi a te così cari, a poche decine di metri dai luoghi della tua infanzia, voglio dirti che saresti contento di passeggiare con me in una realtà nuova, dove non scompaiono le difficoltà, ma risorgono le speranze. Saresti contento di vedere le belle cose realizzate dalle reti di associazioni in quartieri prima considerati off limitsLeggi tutto

***

Un ringraziamento a Ferruccio Sansa e Marco Preve per aver voluto valorizzare questa serie di testimonianze, che sono un pezzo della mia vita e offrono uno sguardo autentico sulla nostra Genova. G.D.

Nella grotta di Byron a Portovenere

Vi è un piacere nei luoghi inesplorati
e un’estasi nelle spiagge deserte,
vi è una compagnia che nessuno può turbare
presso il mare profondo,
e una musica nel suo ruggito…
G. Byron
 

Luca Gianotti e la Liguria dei cammini (LiguriTutti)

pubblicato su LiguriTutti

Sul monte di Portofino si è svolta a novembre 2016 la quinta edizione di Compagni di Cammino, camminata-evento promossa ogni anno in una regione diversa dalla Compagnia dei Cammini, di cui Luca Gianotti è coordinatore e cofondatore. Un appuntamento dalla tripla valenza: consente alle guide sparse in tutta Italia di ritrovarsi per condividere punti di forza e di debolezza dei viaggi a piedi che la Compagnia organizza durante tutto l’anno, in Italia e all’estero; consente di riflettere sui temi sociali e valoriali legati al camminare nella società odierna; è un’occasione (aperta anche ai camminatori che hanno partecipato a viaggi della Compagnia) per riscoprire un territorio nelle sue realtà virtuose, bellezze storiche e naturali, problematiche sociali e ambientali.
Come funziona? Si cammina incontrando ogni giorno una persona, una associazione, un’impresa virtuosa che consentono di ascoltare il cuore pulsante, l’essenza di quel territorio. Muovendosi lentamente è possibile accorgersi di tante piccole meraviglie, necessità, speranze, che il nostro frenetico viaggiare consueto rende invisibili. Ma è proprio lì che stanno le energie migliori di un mondo che sta già cambiando, sta già fiorendo.
La Liguria ha tre ingredienti su cui puntare: il recupero della micro-agricoltura sostenibile, il lavoro delle associazioni affezionate al territorio, agli antichi mestieri, al recupero ambientale, e attrarre camminatori che vivano lentamente le bellezze di questa terra, alimentando relazioni positive e una micro-economia vitale di solida sussistenza.

La Liguria sotto i piedi – Camminate

Un album raccoglie scorci delle mie camminate sopra e sotto i monti liguri, in una terra tutta da scoprire, tra bellezze selvagge e cementificazione scriteriata. Guarda l’album completo sul mio profilo

 

Alcuni itinerari davvero meritevoli:

  • Alta Via dei Monti Liguri (tratto monte Galero e monte Carmo, sopra Albenga)
  • Parco del Beigua (Monti Rama, Reixa, Argentea)
  • Monte Antola
  • Parco delle Mura di Genova (Forti Tenaglie, Begato, Diamante, Ratti)
  • Parco Nazionale delle Cinque Terre (tratto Levanto Soviore Vernazza)
  • Via della Costa (tratto Chiavari Sestri Levante Rivatrigoso Moneglia)

Giulia e Alberto in Alta Via dei Monti Liguri


A settembre due amici hanno deciso di percorrere a piedi la Liguria, 440 km su quel gioiello del camminare che è l’Alta Via dei Monti Liguri. Li ho accompagnati per due tappe nella provincia di Imperia tra i monti Galero e Carmo. Colori, profumi, stagioni, altezze, foreste di faggi, creste d’erba sospese sul cielo, mare che si confonde nelle foschie…

Mentre salivo lungo la statale ad un colle di accesso all’Alta Via, un signore del posto si ferma a darmi un passaggio, e chiacchieriamo. Parla degli arrivi massicci di migranti, delle difficoltà che il suo paese ha vissuto già al tempo della migrazione dall’ex Jugoslavia.

“Prima eravamo spaventati – mi dice – poi col tempo abbiamo visto le famiglie ricomparire nei nostri paesi spopolati, i bambini che non c’erano più stati, la buona volontà di molta di questa gente”.

Torniamo a parlare dei sentieri, concordiamo sul fatto che siano sempre più abbandonati e mal segnati. Vie che scompaiono dalla cultura, ma anche turismo che si perde… “Ieri ho sentito che al Parco Regionale sono arrivati 20 ragazzi del Mali come volontari. Aiuteranno a sistemare i sentieri” mi dice ancora, con una certa soddisfazione. “Vede – gli dico prima di lasciarci – bisogna sperare e premere perché da una situazione di emergenza come questa, sappiamo trarre risorse che sembravano impensate, e così ripartire insieme”.

E ancora una volta il cammino non è fuga. Solo uno sguardo più alto in cerca di orizzonti più limpidi.

Le avventure di Giulia e Alberto nei 18 giorni di cammino da Ventimiglia  Ceparana sono state raccolte e raccontate in diretta nella pagina Facebook dedicata, oltre che da un servizio video di Repubblica e da un’intervista di Primocanale.

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