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  • Archive of "Viaggi" Category

    L’ucraino visionario

    17 aprile 2017 // Commenti disabilitati su L’ucraino visionario

    In questi giorni abbiamo accolto in comunità Eugy, un artista ucraino in viaggio senza soldi per l’Europa, capace di vivere la strada e fare amicizia, di fare arte con ciò che trova, di non soccombere alle ansie e al comfort, di godere dell’attimo fuggente e dei doni del destino. Un vero libero cercatore, un vero visionario, un druido urbano e un animo curioso di vita. Gli auguriamo buon proseguimento di strada. Per cambiare questo mondo abbiamo bisogno di persone libere e sognanti ad occhi aperti come lui. Al prossimo incontro!

     

    Posted in Canzoni e musiche, Viaggi, Video

    Visioni

    24 febbraio 2017 // Commenti disabilitati su Visioni

    “Formare cittadini liberi e consapevoli”
    e ripartire dalle periferie dell’esistenza
    costituendosi in piccole comunità di famiglie
    anti-sistema, anti-povertà, pro-creatività.
    #felicitàcondivisa #cambiamonoi #incammino

    Posted in Fotografie, Pensieri, Scampia

    Diario Nomade, un blog per raccontare l’Etiopia

    26 maggio 2016 // Commenti disabilitati su Diario Nomade, un blog per raccontare l’Etiopia

    Insieme ad Alessia Traverso stiamo raccontando il viaggio in Etiopia su un blog nuovo di zecca che abbiamo chiamato “Diario nomade. Racconti e scorci di mondi altri“. Vi trovate gallery fotografiche, racconti, guide di viaggio e video – in diretta e in differita –  da un viaggio speciale nel cuore dell’Africa.

    Vai al blog Diario Nomade

    Posted in Etiopia, Fotografie

    LA ROMANIA SUL CONFINE

    19 aprile 2015 // Commenti disabilitati su LA ROMANIA SUL CONFINE

    Diario di un soggiorno a Sighet. Settimana di volontariato con la Lega Missionaria Studenti

    Sighet alto buona

    26 dicembre 2014/3 gennaio 2015


    La città in campagna, il freddo glaciale, una lingua simile al latino antico, gusci di chiese che si rincorrono in altezza…finché un mattino, il sole si affaccia oltre l’orizzonte e getta su ogni cosa una luce che rivela un mondo gioiello.

     

    “Oggi è sereno. Già ieri si era aperto e ho scoperto i monti innevati attorno a Sighet. La bellezza di questa Transilvania che vorrei scoprire coi piedi sulla strada…”


    Carretto romania

    27 dicembre 2014

    Nel cuore dell’Europa tra decadenza e rinascita

    Eccomi. In un paese straniero a quasi 2000 chilometri da casa, nel cuore dell’ex blocco sovietico, a due passi e una riva di fiume dall’Ucraina, terra contesa e contrastata. Siamo in mezzo alla storia, da tanti punti di vista. La storia – come ha detto bene oggi padre Massimo – di una chiesa che corre avanti, a scoprire cosa rinasce dal sepolcro vuoto dell’umanità, rispetto a una chiesa dell’istituzione, dei palazzi, del clero, che annaspa fossilizzata e squarciata da strappi tra vecchio e nuovo.

    La storia di un’Europa vecchia, stanca, che ha in sé la forza e la cultura per rinascere, ma non la motivazione di una identità e di una finalità chiara, condivisa. Stretta tra crisi finanziarie e diktat dei palazzi di vetro, tra paesi stanchi e paesi recalcitranti, tra popoli addormentati e popoli “rincoglioniti”, tutti comunque frammentati e difficilmente capaci di elevarsi dal “sistema” per cercare alternative.

    La storia di luoghi periferici del mondo globalizzato, come questa Romania reduce recente da decenni di regime politico, culturale, mentale, contraddizione di desolazione e di aspirazioni emulatorie dello sviluppo accelerato.


    sighet 2

    28 dicembre 2014

    I bambini per un secondo di felicità

    Mi ritrovo qui stanco dopo la prima mattinata di servizio. E’ vero, è un servizio di relazioni che assorbe particolarmente, soprattutto a livello fisico, nel nostro caso di bambini disabili. Qui non te la puoi cavare con giochi di alcun tipo, con alcuni di loro puoi solo donare attenzione, affetto, tenerezza e tempo “da perdere”, conoscendoli e capendoli man mano sempre di più.

    E’ anche vero ciò che diceva Massimo: che valore ha una di queste vite? Che senso, che prospettiva ha? Forse nessuno. Eppure noi – folli in questo – siamo qui a darlo. Sulla fiducia, non si bene in chi o in cosa.

    Più volte stamattina ho pensato: se anche tutto questo può creare un solo secondo in cui questa bambina, questo bambino si senta felice, amato, oltre ogni sua incapacità a comprendere, pensare, elaborare, allora io ho senso di stare qui al mondo. Questo il livello intimo, personale; è l’unico possibile nell’agire? No. Ci dev’essere, e può esserci proprio grazie all’esperienza intima, un livello di attivismo politico di rete, di movimento, capace di orientare e migliorare la società per quanto riguarda l’organizzazione e la promozione delle persone. Non è necessario adorare Dio come essere astratto, non è necessario frequentare il tempio dei riti prescritti, possiamo adorare l’Uomo, l’Umanità a partire dagli ultimi, e adorare e pregare “in spirito e verità”, nel “chi siamo dentro” e “che facciamo fuori”. Questo credo con sempre maggiore forza.


    Sighet chiesa

    30 dicembre 2014

    Una nonna in Romania

    Colazione a base di chai (il thé ai frutti di bosco) e biscotti al cioccolato doppio strato fatti in casa. La nostra Magdalina è una nonna doc, ospitale, pratica, umile e sorridente. A pranzo e cena propone i piatti più ricchi e sostanziosi che ha. Peperoni in salsa dolce ripieni di riso e carne, minestre di verdure e polpette, pasta col pollo, puré e cotolette… e i dolci. Il piccolo Leo mangia sempre con noi, ma non parliamo praticamente di nulla a causa della lingua e della loro reticenza a fare domande. Un peccato. Ma ciò che va, va.

    Oggi è sereno. Già ieri si era aperto e ho scoperto i monti innevati attorno a Sighet. La bellezza di questa Transilvania che vorrei scoprire coi piedi sulla strada. Forse, un giorno.


     Sighet neve

    1 gennaio 2015

    La malattia, la cura e l’umanità

    In malattia. Venendo travolto da una bordata di gola infiammata, nausea e febbre a 38, ho potuto oggi sperimentare la tenera e decisa cura di questa Magdalina, questa “mami” che da 6 giorni ci accoglie con pranzi e cene abbondanti, e ci ha dato la sua camera da letto per dormire. Una vera nonna premurosa ma non sdolcinata. In questa terra contadina, per certi versi vicina e per altri lontana dalla nostra realtà. Mi dispiace non essere andato a salutare i bambini, a Cosbuc, oggi pomeriggio. Che ne sarà di Rosa, di Bjorn? Giornate interminabili li aspettano, lì fermi in quella stanza, qualche pupazzo e tv sempre accesa, un’operatrice distratta da sola per 12 creature disabili…con quale senso? Con quale prospettiva? Quanti così o anche molto peggio nel mondo? Provare a proiettare è provare a impazzire. Ma ci dev’essere un modo di stare al mondo senza ignorare tutto ciò. Vivo per diventare Umano.

    Sighet cartina

    Informazioni Lega Missionaria Studenti: http://cvxlms.it/

    Posted in Romania

    INDIA, CAOS E SPIRITUALITA’ – Avanti, in crescita

    7 febbraio 2015 // Commenti disabilitati su INDIA, CAOS E SPIRITUALITA’ – Avanti, in crescita

    di Alessia Traverso

    Sono già passati dieci giorni dal mio ritorno, e oggi finalmente riprendo il racconto degli ultimi momenti indiani, delle impressioni da casa, di come mi sento, a freddo.
    Ero rimasta ad Agra, l’ultimo giorno. Dopo la suggestiva visita al Taj-Mahal e un abbondante colazione, siamo andate al Red Fort , un forte militare, in parte tutt’ora utilizzato. La parte più suggestiva è quella dove viveva l’imperatore, dal cui porticato poteva vegliare sul sonno dell’amata. Il fiume Yamuna, sinuoso, sembra quasi collegare i due innamorati, come un filo ininterrotto di pensieri e racconti. Di lui. Di lei.
    Nel palazzo è ancora visibile l’antico sfarzo tra marmi intarsi e piccoli specchi che creano curiosi giochi di luce. Ancora una volta cerco di immaginare come doveva essere quando era abitato, tra stoffe preziose e mobili pregiati, suonatori e ballerine.
    Un elemento che stride fortemente con quanto raccontato e che salta immediatamente all’occhio attraversando la città del Taj, è la costante povertà, lo sporco, la gente per strada. Forse illusa mi aspettavo più ricchezza, o almeno meglio distribuita. Ma in fondo il benessere è un’opportunità di pochi, in questo paese che corre troppo veloce affinché tutti possano stare al passo. Quindi anche qui, la ricchezza proveniente dal turismo è un lusso che appartiene ad un ‘unica casta, quella dei Primi. La moltitudine, gli ultimi non ne sono neppure sfiorati, non sono, forse, neppure in grado di immaginare. Ed è con questa riflessione che lascio Agra; direzione Delhi, nostra ultima tappa… altre ore di viaggio nello stressante traffico indiano. Fortunatamente la stanchezza degli ultimi giorni prende il sopravvento e riesco finalmente ad addormentarmi in macchina.

    Delhi. Un ultimo tempio, di una religione ancora diversa di cui non so nulla se non che gli uomini portano eleganti turbanti e le donne al tempio coprono i capelli con un velo.
    Lascio le infradito alla Erica e mi avvio lungo la scalinata. Una giovane donna mi ferma e gentilmente mi spiega gesticolando di indossare il velo.
    All’interno un ampio spazio luminoso e affollato di fedeli. Dal soffitto grandi lampadari di cristallo e specchi. Oro e tappeti. Mi aggiro serena e rapita dai volti della gente, qualcuno mi scruta incuriosito. In effetti sono proprio l’unica bianca. Ma non mi sento vulnerabile. Esco da una porta laterale e mi ritrovo su un lago artificiale dove qualcuno di immerge con una gestualità, una ritualità particolare. L’elemento acqua ritorna, forte e significativo. Così sacra, così pura e così poco tutelata, nonostante la sua importanza vitale.
    Un ultimo elemento curioso di questo tempio è il “corso di turbante.”
    E io che immaginavo questi personaggi baffuti e barbuti aprire al mattino l’anta dell’armadio per scegliere il turbante del giorno! In realtà si tratta di otto metri di stoffa abilmente avvolti intorno al capo con movimenti precisi, fissando la complicata struttura con uno spillone che chissà come, ho collegato a quelli che ornavano i capelli della povera Lucia, ignara ancora che quei pomposi preparativi sarebbero stati totalmente inutili.

    Ultime davvero

    Tornare. Stanca e provata da un’esperienza corposa. Il rientro però è stato in qualche modo più facile perchè più desiderato.

    Tornare. Per raccontare. L’India troppa che ho sperimentato è difficile da spiegare, da condividere. Troppo caotica, troppo traffico, troppo calda, troppo povera, troppo ricca, troppa gente, troppo piccante, troppe religioni, troppi odori. Troppa. Mi ha lasciata frastornata.

    Ora piano piano, svuoto la valigia. Pronta per andare avanti, tra progetti e realtà. Pronta a riempirla di nuovo, ancora e ancora. A portarmi dietro “il peso della valigia”, danzando, andando, baciando e sorridendo alla vita. Con un energia diversa, con una nuova consapevolezza, “con la passione che fa crescere un progetto”. Avanti in crescita.

    Posted in India 2014