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Canto del Ramingo

Cammino e spiritualità sui sentieri di Giandil

Tag: giuseppe festa

Tre canzoni di Giandil (video)

Dall’album Andata e Ritorno (acquistabile qui), con illustrazioni di Erika Takagi.

Sotto la Collina


L’Arida Brughiera – feat. Giuseppe Festa


Montagne di Luna Inondate – feat. Bacci Del Buono [Lingalad cover]

Cuore indigeno – Liguri Tutti.it

di Giacomo D’Alessandro

video di Giuseppe Festa e Massimo Piccioli (Filmaker)

Villa d’Almè (BG) – Noi siamo qui. Tra le valli bergamasche, nel nord Italia, cuore del Mediterraneo e delle migrazioni epocali. Siamo su una terra abitata, vissuta, camminata, una terra custodita dalla famiglia di Johnny. Non so chi sia, ma so che il suo spirito è indigeno, nativo. So che custodisce questa terra, e che ha battuto le praterie del Wyoming con i capi tribù dei pellerossa. Qui, con i piedi nudi poggiati sul prato, i capelli al vento e la pelle abbronzata dal sole, al centro del cerchio, tra orti, cavalli, alberi e con alle spalle un grande tepee indiano, Johnny dichiara ancora una volta la sua felicità di essere contadino, campesino, indigeno. Un nativo custode di ciò che è bello perché è di tutti, e deve restare a disposizione di tutti.

Johnny ha combattuto, e ha vinto: tempo fa i grandi capi bianchi dai loro palazzi di vetro e metallo hanno deciso che una nuova superstrada sarebbe stata costruita, tagliando in due la sua terra…

 

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Giuseppe Festa e Giandil parlano di Andata e Ritorno

L’album Andata e Ritorno (Un viaggio hobbit in musica) uscirà a giugno. Aggiornamenti sulla pagina ufficiale.

Intervista a Giuseppe Festa, natura musica e scrittura

SULLE ORME DEGLI ORSI/Lettera 5

Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Farfalla al Parco - Ilaria Macedonio

2-10 ottobre 2013, Genova

Caro Giuseppe,

sto provando in questi primi giorni di “ritorno” dal Parco a mantenere viva e fresca dentro di me quella dimensione che ho respirato così a fondo e che mi ha dato un entusiasmo difficilmente descrivibile. Cerco di portare un po’ di parco dentro di me, di essere io “parco” per gli altri, ovvero orma, impronta, assaggio di ciò che questo mondo potrebbe e dovrebbe essere. Sento la chiamata a farmi custode del mondo naturale, custode della bellezza, abitante della vita, una presenza fertile in grado di “accompagnare” il cammino perché sia il più gravido possibile di felicità, di armonia, di pienezza.

L’esperienza dell’Abruzzo è stata fatta di cose semplici: vita comunitaria, cammino, chiacchierate, lavoro gratuito nella natura e per la natura. Proprio per questo è stata così incisiva. Per aver dato la conferma (per alcuni la scoperta) di come una vita semplice ed essenziale, per certi versi ancestrale, sia possibile e fertile di felicità.

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SULLE ORME DEGLI ORSI/Lettera 4

Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Parco e Lago - Ilaria Macedonio

28 settembre 2013, notte, Civitella Alfedena

Caro Giuseppe,

l’ora è tarda e il sonno molto persuasivo. Ma volevo dirti della splendida foresta che abbiamo percorso oggi, a Forca d’Acero, sistemando i segnavia con pennelli, pittura, precisione e pazienza. Una bellezza che non ha fine, una sorpresa che non ha eguali, un silenzio che non stanca. Volevo raccontarti della passeggiata notturna insieme fino al paese, lungo la strada buia, e noi senza luci, a gustare le stelle, le ombre, il canto del bosco, del vento, a parlare con intimità della vita e del futuro tra noi, camminando con fiducia come in un incanto.

E in ultimo della testimonianza inaspettata e commovente di Antonio, il fornaio, che ci ha regalato una grande focaccia rotonda, morbida e calda, e ci ha condiviso la sua vita, la sua passione per la semplicità e l’autenticità, chiedendoci di fare attenzione alle cose piccole, quelle essenziali che si riveleranno le vere “cose grandi”, anche in vista di un futuro diverso, di un mondo dal volto rinnovato.

SULLE ORME DEGLI ORSI/Lettera 3

Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Parco d'Abruzzo - foto Palma Boccuzzi

27 settembre 2013, notte, Civitella Alfedena

Caro Giuseppe,

vivere qui a Civitella con persone appena conosciute è sperimentare ancora una volta la bellezza della comunità: siamo fatti per vivere assieme, per incontrarci, per generare felicità e vita e significato dall’entrare in relazione. Non esiste allora la paura dell’estraneo, dell’“altro”, ma se mai una fatica – in certi casi – a trovare buone formule di contatto, confronto, convivenza con l’altra persona; nella maggior parte dei casi, il piacere di scoprire “quanto è bello, quanto è soave” stare assieme nella quotidianità, parlarsi, giocare, organizzarsi, lavorare, anche sbagliare.

Oggi Claudio ci ha mandati, in quattro da soli, su per un lungo sentiero da verificare e ripulire. Ci siamo ritrovati in un bosco immenso di querce, faggi e aceri, tronchi chiaroscuri giovani e freschi, giganti muschiati con le radici emergenti dal terreno quali artigli di strega. Un silenzio surreale ci ha accompagnati per tutta la salita, scosso solo dai nostri respiri affannosi e dai rami spezzati dalla nostra opera di pulizia. Puliamo un sentiero perché accolga altri passi, perché non inganni né illuda, non maltratti gli ospiti che qui si affacceranno. Ma servirà anche agli animali come pista per muoversi meglio.

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SULLE ORME DEGLI ORSI/Lettera 2

Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Parco d'Abruzzo - foto Ilaria Macedonio

26 settembre 2013, notte, Civitella Alfedena

Caro Giuseppe,

siamo tornati sul nostro sentiero da ripulire, in una tiepida giornata estremamente tranquilla. A tratti scopriamo un cespuglio di more o di cornioli che servono a tappare per poco il buco della fame. L’aria pulita affama, come il buon vecchio lavoro manuale a contatto con la terra. Claudio ci ha raccontato come viene fatto solitamente il censimento dei cervi. Proprio in quel momento ha fermato la macchina per permetterci di osservare una femmina di cervo maestosa, con il suo piccolo al seguito. Siamo stati tutto il giorno sotto il sole cocente, di un settembre che declina all’autunno mascherandolo, a tagliare arbusti perlopiù spinosi per ripulire un altro pezzo di itinerario. In poco tempo il contatto grezzo e diretto con gli elementi della terra mi fa sentire parte di questo posto, caro Giuseppe.

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SULLE ORME DEGLI ORSI/Lettera 1

Lettere dal Parco Nazionale d’Abruzzo per raccontare un viaggio-incontro con un mondo vitale. Il nostro mondo come dovrebbe e potrebbe essere. Le lettere sono indirizzate all’amico Giuseppe Festa, autore del libro Il Passaggio dell’Orso e dell’album Il Canto degli Alberi, entrambi ambientati nel parco abruzzese.

Parco d'Abruzzo - Val Fondillo

 

25 settembre 2013, notte, Civitella Alfedena

Caro Giuseppe,

sono arrivato al Parco d’Abruzzo, una nuova avventura per la mia vita di viandante, e una nuova ulteriore esperienza che ci accomuna, secondo le tue parole. E’ bello essere qua: sono arrivato senza aspettative se non “esserci”, stare, vivere questo luogo che è un mondo a parte. O meglio, come ho riflettuto oggi di fronte al panorama boscoso, è il mondo come doveva essere e apparire centinaia di anni fa, il mondo come dovrebbe essere – a livello di equilibrio uomo-natura – ancora oggi; il mondo come spero che tornerà.

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SULLE ORME DEGLI ORSI, DOVE L’UOMO RINASCE

(pubblicato su mentelocale.it)

Un’immersione avvincente e appassionata nella natura del Parco Nazionale d’Abruzzo. E’ ciò che vive il lettore di ogni età che si addentri nel racconto di Giuseppe Festa, musicista lombardo autore della band Lingalad e impegnato in percorsi di educazione ambientale. Il Passaggio dell’Orso, edito da Salani e corredato da una presentazione di Dacia Maraini, segna il vero e proprio esordio di Festa nella narrativa italiana contemporanea, avviato già nel 2007 con I Boschi della Luna.

Una storia originale che si legge d’un fiato, in grado di catturare i più piccoli come di risvegliare sensazioni di autenticità e desiderio di bellezza nei più grandi. Il percorso si snoda attraverso gli occhi di vari personaggi: un lui e una lei adolescenti, arrivati come volontari al Parco nella stagione estiva, a partire da quotidianità totalmente diverse e apparentemente inconciliabili. Un lui e una lei adulti, impegnati corpo e anima nella tutela del Parco come bene inestimabile e vitale che non smette di riservare loro sorprese, nel bene e nel male.

Elemento unificante e destabilizzante insieme, l’orso marsicano, nei pochi esemplari incredibilmente sopravvissuti alla crisi ambientale dell’era moderna, ancora liberi in questo fragile habitat protetto; ce lo ritroviamo davanti più volte, di pari passo con l’artiglio spietato di uomini pronti a schiacciarlo per raggiungere i propri profitti. Sulle tracce di costoro e su quelle dell’orso, il lettore si ritrova sul sentiero con i protagonisti, su per boschi millenari o in conche silenziose sotto la luna in una continua scoperta, rincorsa, fuga e ricerca tra esseri umani ed animali, capaci spesso di scambiarsi la parte e di educarsi reciprocamente all’essenziale, per una vita in armonia con se stessi e il mondo circostante.

Il tutto è coronato e reso unico dalla realtà di luoghi e situazioni: un Parco vero, che ogni estate accoglie volontari da ogni dove, affiancandoli ai suoi più affezionati abitanti in un ritorno a contatto con la natura antica e profonda. Luoghi che, nel leggerli, sappiamo di poter toccare, di poter andare a cercare e con cui possiamo entrare in relazione. Così la storia si fa narrazione “dietro l’angolo”, possibilità reale di cui riusciamo a cogliere tutto il fascino, seme di desiderio per cambiare la nostra esistenza. L’orso stesso ci fissa del suo sguardo antico rendendoci consapevoli della responsabilità con cui possiamo condizionare la sua vita o la sua morte. Il passaggio è stretto e sottile.

 

Il Passaggio dell'Orso

Titolo: Il Passaggio dell’Orso

Autore: Giuseppe Festa

Pagg.: 224

Costo: 14,90 Euro

Editore: Salani, 2013

Narrativa

ISBN: 9788867152308

www.giuseppefesta.com

PER VIANDANTI, ESCE “IL PASSAGGIO DELL’ORSO” DI GIUSEPPE FESTA

Da oggi in libreria il romanzo di un amico, musicista, naturalista, autore dei Lingalad e compagno di avventura Giuseppe Festa.

Il Passaggio dell’Orso, con recensione di Dacia Maraini, edito da Salani.

Una storia per viandanti alla riscoperta della vita naturale, ambientato nel parco d’Abruzzo.

Non perdetevelo e consigliatelo!

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COI LINGALAD, IN CONCERTO

E’ stato davvero realizzare un sogno trovarmi con la chitarra in mano a suonare con i Lingalad e il mio amico Giuseppe Festa. A Castellanza, al festival Tolkieniana nella medievale Villa Pomini, le mie note si sono fuse alle loro nello stesso canto, il “canto degli alberi” di uno e mille viandanti. Un concerto divertente, sospeso in un’atmosfera notturna tra le antiche pietre e il prato, dove 200 persone, silenti, ascoltavano. Uniche luci le candele disseminate fra di noi. E lassù, alta e bellissima accarezzata dalle sue nubi, la luna. Condivido alcune foto di questa serata che non dimenticherò.

“…e anche se sarò l’ultimo, canterò ancora, per milioni di stelle, per la luna, lassù…”

(Lingalad, Il vecchio lupo)

 

Da sinistra: Fabio Ardizzone (basso e seconde voci), Claudio Morlotti (chitarre acustica, classica, bouzuki, armonica), Giorgio Parato (percussioni), Giuseppe Festa (voce, flauti), Giandil (chitarra acustica).

 

Grazie a mio fratello Luca D’Alessandro per le fotografie.

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