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Canto del Ramingo

Cammino e spiritualità sui sentieri di Giandil

Tag: hobbit

Tre canzoni di Giandil (video)

Dall’album Andata e Ritorno (acquistabile qui), con illustrazioni di Erika Takagi.

Sotto la Collina


L’Arida Brughiera – feat. Giuseppe Festa


Montagne di Luna Inondate – feat. Bacci Del Buono [Lingalad cover]

Un disegno hobbit

C’è una pace avventurosa nel ripercorrere i propri piccoli, silenziosi passi, dove un tempo molto si è osato, e oggi molto si porta a casa. Si sarà sentito così il nostro Bilbo di ritorno dal grande viaggio alla Montagna Solitaria, ritrovando i vecchi troll pietrificati?
Grazie a Zen Zero per l’omaggio artistico e le belle parole che ha dedicato ad Andata e Ritorno.

Dove siete Hobbit? Il video di Giandil con la voce di Campanati

Scritto e interpretato da Giandil, ripreso e montato da Guglielmo Cassinelli, il trailer “Dove siete Hobbit?”, girato a Genova in luoghi urbani abbandonati, vanta l’amichevole collaborazione di uno dei migliori attori e registi genovesi di teatro, Enrico Campanati.

Dove sono oggi hobbit, elfi, nani, stregoni, orchi e…uomini? E’ un’illusoria contraddizione cercarli in un mondo deturpato dal progresso selvaggio e così incapace di ritrovare un’armonia con i popoli e con il mondo naturale? Ha ancora senso rifarsi ad una fiaba, ad una Terra di Mezzo dove i piccoli hanno il coraggio di fare la storia? Cosa troviamo per noi stessi e per la vita reale, addentrandoci nelle pieghe del “fantastico”, dimensione tutt’altro che morta? Cosa cerchiamo davvero sui passi di Bilbo, di Gandalf, di Thorin, di Elrond, che parla alla nostra emotività e alla nostra esistenzialità?

Abbiamo scelto di affidare questi versi, queste domande aperte, queste visioni tra realtà e fantasia, alla voce esperta e autentica di Enrico Campanati, e siamo andati a riprendere alcuni dei luoghi urbaniabbandonati più suggestivi di Genova, città di mare, di cantautori, antica repubblica marinara, vecchio triangolo industriale, nella stretta Liguria dove la civiltà è presto respinta sulle scogliere da una natura sorprendente, suggestiva, inesorabile.

Il trailer prelude alle canzoni dell’album Andata e Ritorno di Giandil, ispirato a Lo Hobbit di J.R.R.Tolkien, ne racchiude il senso e l’attualità dei temi, richiama la poesia e la concretezza del cammino, del viaggio reale con occhi capaci di cogliere il fantastico. [Per ascoltare estratti delle canzoni e ordinare l’album in CD o mp3 clicca qui]

Lo Hobbit: un viaggio in 15 canzoni (leganerd.com)

È stato l’amore per la Terra di Mezzo di Tolkien – “il papà di tutti i nerd”, cit. – ad ispirarmi, tre anni fa, l’urgenza di un’avventura ambiziosa: scrivere un album di canzoni sulla fiaba de Lo Hobbit.

La condizione ideale si è rivelata una casa di campagna, in un piovoso giorno primaverile, quando chitarra alla mano e libro aperto accanto alla stufa, le canzoni hanno cominciato a fluire, seguendo il piccolo Bilbo nei passaggi più soffici e più impervi della sua impresa. Il titolo me lo aveva ispirato un amico di vecchia data, Giuseppe Festa, già autore del bellissimo Voci dalla Terra di Mezzo, e oggi romanziere naturalista per Salani. E non poteva che essere “Andata e Ritorno”, come Bilbo stesso intitola il suo manoscritto di memorie.

Nel giro di tre giorni, su un quadernetto ramingo rilegato in pelle mi ritrovavo testi e accordi di 15 canzoni che seguivano lo svolgimento del libro di Tolkien…

Continua a leggere su leganerd.com

Trailer dell’album di Giandil su Lo Hobbit

Andata e Ritorno è ora disponibile in CD… Sveglia Hobbit!

ANDATA E RITORNO
Giandil, 2015
Ora disponibile in CD – Euro 9
copertina cd - media

Un viaggio in musica ispirato a Lo Hobbit di Tolkien.
14 canzoni originali da scoprire, eseguite da oltre 20 giovani artisti.
Con la partecipazione del musicista e scrittore Giuseppe Festa dei Lingalad.

Ascolta le anteprime, scopri tutti gli artisti, ordina una copia!


 

TRACKLIST

1. Sotto la Collina | La Contea, gli Hobbit e Casa Baggins, dove ha inizio.

2. Scheggia le Coppe | I Nani, sparecchiando la cena a Casa Baggins.

3. Lontano sui Monti | I Nani attorno al camino decidono il grande viaggio.

4. Rivendell | Gli Elfi accolgono i Nani in Gran Burrone.

5. Giganti di Pietra | Scoppia il temporale sulle Montagne Nebbiose.

6. Nell’Oscurità | Bilbo e Gollum nella caverna fanno a gara di indovinelli.

7. Grandi Nidi | La compagnia in volo con le Grandi Aquile.

8. L’Arida Brughiera | I Nani al riparo nella Casa di Beorn.

9. Vecchio Ragno | Bilbo ai Ragni giganti del Bosco Atro.

10. Sul Rapido Ruscello | Gli elfi ai barili che discendono il fiume.

11. Il Re degli Antri | Gli Uomini rievocano la profezia in onore di Thorin.

12. Sotto il Monte | I Nani sulla Montagna Solitaria in attesa del fato.

13. Addio Buon Ladro | Thorin morente e Bilbo al suo capezzale.

14. Gli Elfi Cantano a Ogni Ora | Gli Elfi a Bilbo e Gandalf di ritorno a Gran Burrone.

Giuseppe Festa e Giandil parlano di Andata e Ritorno

L’album Andata e Ritorno (Un viaggio hobbit in musica) uscirà a giugno. Aggiornamenti sulla pagina ufficiale.

ONLINE LA PAGINA DELL’ALBUM “ANDATA E RITORNO”

Logo disegnato da Anna Lanaro

Logo disegnato da Anna Lanaro

Da qualche giorno potete collegarvi alla pagina Facebook “Andata e Ritorno. Un viaggio hobbit in musica” per seguire passo passo la produzione dell’album musicale, un sentiero di testi e musiche ispirati allo Hobbit di J.R.R. Tolkien, che vede la collaborazione artistica e tecnica di tanti giovani amici e di alcuni ospiti d’eccezione. L’album vedrà la luce nei prossimi mesi, vorremmo condividere con voi questo percorso intenso e ricco di “viaggio-incontro” attraverso foto, video, racconti e anticipazioni…

La Via prosegue senza fine!

Giandil

UN PRIMO COMMENTO SU “LO HOBBIT”

[a chi non avesse ancora letto il libro/visto il film consiglio di non andare oltre le prime frasi. Se lo fate, è in agguato dietro di voi un goblin di Moria la cui ascia vi farà sicuramente poco bene]

Peter Jackson alla prima dello Hobbit

Dopo aver visto due volte il film nel giro di una settimana (la prima in 3d, la seconda in 2d), vorrei condividere con gli amici appassionati alcune osservazioni: è un film da vedere, e il parere globale è positivo, inevitabile per un lavoro così ampio, dettagliato e professionale da parte della produzione. Di fronte a chi lo liquiderà facilmente con le frasi-tipo “è una cagata”, “è il film più bello della storia” lasciate un sorriso di compatimento. I lavori mastodontici e di passione vanno approfonditi con egual passione e generano comunque un giudizio articolato, per quanto personale.

La prima cosa che appare chiara a chi abbia presente il libro, è che Lo hobbit. Un viaggio inaspettato non è l’inizio della messa in scena di un libro, ma molto di più. E’ davvero la creazione di una trilogia nuova, ben separata seppur in continuità con Il Signore degli Anelli, che a partire dalla narrazione de Lo Hobbit allarga la focalizzazione e la estende alla vicenda globale della Terra di Mezzo. I materiali ulteriori per questa implementazione non sono frutto di mera invenzione per scopo commerciale, ma esistono nei racconti, spesso incompiuti, e nelle appendici di Tolkien, che sulle vicende di Arda ha scritto e descritto molto più di quanto si possa pensare.

L’estensione su tre film dà la possibilità da un lato di non tagliare quasi nulla della storia di Bilbo coi Nani, dall’altra di inserire tutti quegli spezzoni funzionali a raccontare la vicenda del Negromante e della custodia della Terra di Mezzo da parte del Bianco Consiglio (Saruman, Elrond, Galadriel, Gandalf…). Sarà da valutare alla fine della trilogia se la sceneggiatura così creativamente adattata sia meritevole ed efficace pur perdendo quella focalizzazione fiabesca e ignara dei “massimi sistemi” caratteristica del libro.

Certamente vi è un’eccessiva dose di spettacolarizzazione in tutta una serie di scene, specie nella seconda parte, e in alcune scelte verbali. Bilbo che urla agli hobbit “Sto partendo per un’avventura!” non è certo il Bilbo sbigottito che si ritrova per strada coi Nani senza nemmeno accorgersene davvero, spinto da Gandalf… E non è un dettaglio per la costruzione della filosofia hobbit anti-avventuriera. Le scene finali con i Nani sui pini e i pini che cadono l’uno contro l’altro fino a lasciare i “nostri eroi” aggrappati ad un unico albero che contro ogni legge di gravità resta orizzontale sospeso nel vuoto…palesa molto questa volontà di epicizzare al massimo.

Tradendo senza alcun motivo la bella scena del libro in cui gli orchi danno fuoco agli alberi per “cucinare” i Nani, Gandalf che minaccia il suicidio per salvare il salvabile, e le Aquile che arrivano sul più bello. Certo, così facendo il film costruisce l’antinomia Azog-Thorin e dà luogo a una sorta di battaglia finale per concludere il primo film. Anche scene come quelle sulle Montagne Nebbiose, dei giganti di pietra e del pavimento della grotta che si apre, sono un’eccessiva interpretazione spettacolarizzante del libro. E quando aumentano l’inverosimiglianza della storia, secondo me non fanno un buon servizio.

Notevole e importante come il tono sia decisamente diverso e separato rispetto all’altra trilogia. Non si ha la sensazione di osservare una copia commerciale del Signore degli Anelli film. Si ha invece la buona percezione di quanto le storie, i luoghi, i popoli siano collegati in un mondo più vasto, i cui luoghi sono magistralmente ricostruiti.

Splendido lavoro ancora una volta sulle colonne sonore, e apprezzabili le prime canzoni dei Nani. Un po’ di nostalgia per la vecchia voce più nasale e calda del Gandalf di Gianni Musy, per quanto Proietti faccia un ottimo lavoro.

 

Il film ha il pregio di destare anche in chi già conosce la storia grande curiosità per come verranno sviluppati i prossimi episodi, e per una qualità del girato e dei dettagli davvero appagante. Chi ha potuto vederlo nella nuova tecnologia dei 48 fps sostiene che Peter Jackson abbia avuto il coraggio di osare, dando un realismo al mondo fantastico che davvero coinvolge lo spettatore dentro la scena.

Sono solo alcune osservazioni, bastevoli a dire che si tratta di un film da rivedere, gustandone i vari livelli di lavorazione e di resa, lasciandosi condurre alla riscoperta sia de Lo Hobbit come fiaba, sia delle vicende della Terra di Mezzo attraverso le altre opere di Tolkien.

 

 

 

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