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  • Un disegno hobbit

    24 febbraio 2017 // Commenti disabilitati su Un disegno hobbit

    C’è una pace avventurosa nel ripercorrere i propri piccoli, silenziosi passi, dove un tempo molto si è osato, e oggi molto si porta a casa. Si sarà sentito così il nostro Bilbo di ritorno dal grande viaggio alla Montagna Solitaria, ritrovando i vecchi troll pietrificati?
    Grazie a Zen Zero per l’omaggio artistico e le belle parole che ha dedicato ad Andata e Ritorno.

    Posted in Andata e Ritorno, Fotografie

    TOLKIEN, I MITI NORDICI

    10 maggio 2013 // Commenti disabilitati su TOLKIEN, I MITI NORDICI

     dal capitolo 6

    Parlando della creazione tolkieniana nelle sue componenti e attraverso l’impronta culturale del suo autore, è impensabile non considerare la mitologia norrena, o nordica, che tanto è stata per Tolkien oggetto di studio, di insegnamento, e bacino da cui attingere per i suoi racconti. Nell’illustrarne i principali fondamenti, le fonti, i contesti e i principali elementi, si cercherà di evidenziare le affinità con Il Signore degli Anelli o altre opere come Il Silmarillion, tramite le quali Tolkien ha cercato di fornire un’epica alla sua patria sempre mancata.

    Occorre premettere che parlare di mitologia nordica, norrena, vichinga o scandiva è quasi indifferente. Per mitologia norrena si intende in ogni caso tutto l’insieme culturale, folkloristico e poi anche letterario di credenze diffuse nel nord Europa pre-cristiano, con particolare riferimento alla forte entrata in scena dei Vichinghi nell’VIII secolo d.C. La mitologia norrena riguardò anche le isole più a nord della Britannia e l’Islanda stessa, dove i primi testi scritti vennero assemblati, e in sé comprende la più antica mitologia germanica insieme a quella anglo-sassone. Non nacque da una sola personalità, come religione rivelata, ma piuttosto come insieme di leggende connesse a culti tramandate oralmente, e messe per iscritto solo a partire dalla cristianizzazione del nord Europa.

    Dice la professoressa Gianna Chiesa Isnardi nell’introdurre la sua opera I miti nordici:

    La religione nordica pagana così come ci appare dalle diverse testimonianze che ne abbiamo è tutt’altro che un sistema organico e omogeneo. Non lo è, in primo luogo, per quanto riguarda le divinità. Il pantheon nordico infatti, che si presenta assai ricco e variato, è popolato da un gran numero di dèi diversi fra loro per origine, importanza e funzione. 

    La Scandinavia conserva testimonianze delle varie culture che un tempo vi furono diffuse, a partire dalle tracce, assai antiche ma altrettanto incerte, che si fanno risalire al paleolitico. Tuttavia è solo dal neolitico (4000-1500 a.C.) che i reperti si fanno più numerosi e omogenei e consentono di formulare ipotesi concrete. Ora, le diverse concezioni di vita che si manifestarono nel corso dei secoli e che a loro volta dovettero determinare le varie forme di religione, si formarono, si imposero, si incontrarono, si scontrarono, convissero e si influenzarono a vicenda. Il risultato, cioè la religione di quella Scandinavia che era al tempo dei Vichinghi ancora pagana, è pertanto assai difficile da definire con certezza.

    (altro…)

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    TOLKIEN, L’UOMO E IL BARDO

    9 aprile 2013 // Commenti disabilitati su TOLKIEN, L’UOMO E IL BARDO

    TOLKIEN, L’UOMO E IL BARDO

    dal capitolo 2

    L’unicità di Tolkien sta prima di tutto dalla sua formazione di studioso, linguista, filologo e saggista del mondo nordico, anglosassone, germanico e celtico. Al conoscere questo suo lato, cambia già il livello di considerazione riservato allo “scrittorucolo di fantasy”: Tolkien fu uno dei massimi esperti dell’Età Medioevale nordica mai esistiti, e conta tra le sue pubblicazioni e collaborazioni saggi di rilievo, edizioni critiche di opere ancora manoscritte o inedite, vocabolari e grammatiche dei vari stadi antichi del linguaggio anglosassone e inglese, nonché lavori riguardanti l’epica e la poesia. Proprio da questo Tolkien si dirama la volontà di inventare, anzi, di costruire con i frammenti già esistenti, una mitologia e un’epica che all’Inghilterra mancava quasi completamente.

    E in questa prospettiva possiamo valutare la creazione di Tolkien: precisa e dettagliata, enorme e rielaborata continuamente, con un inizio e una fine certi ma con tanti buchi rimasti nel mezzo; non solo narrativa ma annalistica, geografica, linguistica, etnografica, naturalistica, genealogica, a livelli tali come nessuna opera di genere fantasy aveva potuto o poté da quel momento vantare. La Storia della Terra di Mezzo, a partire dalle cronache annalistiche più vaghe fino ai racconti più elaborati e ai romanzi come Il Signore degli Anelli, è una mitologia intera, una cosmogonia completamente costruita e strutturata, un ciclo che da un passato più che remoto (attraverso catastrofi naturali ed evoluzioni  provvidenziali) fa in modo di arrivare fino alle nostre Ere umane, all’Inghilterra conosciuta dagli uomini del XX secolo.

    Tolkien non fu scrittore di professione, scrisse qualcosa che non è solo uno o più romanzi, e nemmeno inventò per gloria, fama o denaro, ma per puro piacere di inventare e raccontare come qualcosa di vero e segreto, che egli riuscì a scoprire. Come suoi antecedenti, si possono individuare scrittori di lingua inglese ma  legati a un fondo culturale di origine celtica. In quell’origine è l’antica vocazione a rappresentare orrori soprannaturali e visioni magiche, o, in alternativa, la coltivazione di miti archetipici. Più che inglesi, quegli scrittori sono in maggioranza di radice gallese o irlandese, ma del resto Tolkien stesso era di origini germaniche e nato in Sudafrica. Il Beowulf e Il Ciclo dei Nibelunghi, ma anche Il Ciclo Carolingio e quello bretone di Re Artù offrirono sicuramente a Tolkien moltissimi degli elementi che lui “rimescola” e “riedita” nella forma della sua nuova fantasy. Nel caso di Tolkien si può parlare forse più di “seguenti” che di “antecedenti”: sebbene non lo si possa definire il vero e proprio inventore del genere fantasy, certo è stato pioniere e modellatore della fantasy moderna, al quale si sono ispirati fenomeni anche per nulla letterari come George Lucas.

     

    (tratto da La Via prosegue senza fine di Giacomo D’Alessandro, Genova 2009)

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    TOLKIEN E LA MIA VIA, TRA HOBBIT E ANELLI

    4 aprile 2013 // Commenti disabilitati su TOLKIEN E LA MIA VIA, TRA HOBBIT E ANELLI

     CONCEDERSI UN VIAGGIO IN QUESTA FIABA

    capitolo 1, prima parte

    Fu l’esperienza del mondo e della propria terra, ma soprattutto l’esperienza dell’uomo, a spingere John Ronald Tolkien nella creazione del mondo fantastico della Terra di Mezzo. Forse. Non lo si può sapere con certezza, vuoi perché, come Tolkien stesso sosteneva, non è necessario, o almeno non basta spulciare il vissuto di un autore per comprendere la sua opera, vuoi perché un’opera può assumere significati e interpretazioni nemmeno pensati e/o voluti dal suo autore; vuoi perché, in questo elaborato, la percezione dell’opera di Tolkien è la mia, passa attraverso di me, il MIO vissuto, la mia sensibilità letteraria ma soprattutto spirituale.

    Di esperienza del mondo, come si avrà modo di approfondire, Tolkien ne ebbe molta e particolare: una tra tante, quella della Prima Guerra Mondiale; di esperienza della propria terra, egli stesso ne assimilò parecchia, nato dall’altra parte del mondo, riportato dalla madre a “casa” e riempito di amore e passione per l’esplorazione delle storie, delle origini, delle epoche, delle molte e varie lingue e dei testi scritti con esse nella storia, storia in cui quella stessa Inghilterra era stata covo di spiriti e guerrieri, intrico di luoghi misteriosi e di significativi avvicendamenti di personaggi e razze; di esperienza dell’uomo, infine, ebbe quella su cui basò la sua esistenza: l’insegnamento, lo studio e la ricerca del cuore degli uomini del passato, nella filologia; la scrittura, come canale di comunicazione con i bambini, gli adulti, gli anziani; la collaborazione a pubblicazioni “per la gente” come possono essere una Bibbia o un Dizionario. E, più di tutto, l’esperienza di marito e padre.

    Un uomo che passò la vita anche come creatore di una dimensione più affascinante e misteriosa, sebbene dettagliata tanto da renderla reale alla percezione. Una dimensione totalmente fantastica, ma per lui ben più importante e reale di questo dettaglio.

    E’ questo, della Terra di Mezzo, un mondo di viaggio e incontro, nel quale ciascuno può perdere o trovare se stesso, restare indifferente al richiamo del cuore ramingo, o scoprire che mettersi in cammino tra le semplicità della natura selvaggia può regalare una altrimenti perduta armonia tra l’uomo e la terra, tra il figlio e la madre, ma anche tra se stessi e il proprio spirito.

    L’opera di Tolkien, ed egli stesso, meritano ben più della comune etichetta di “fantasy per ragazzi” o “allegoria ideologica”: paradossalmente, sono più complicati e più semplici. Nella nostra società moderna dove l’alienazione da una vita semplice ed essenziale è massima, dove il rapporto tra l’uomo e la natura non è più sottofondo della vita quotidiana, dove parole come viaggio e incontro non si comprendono più nella reale concreta accezione, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien può davvero infiammare il cuore. Ci ricorda come si fa a guardare una foresta ed a commuoversi, ad incontrare un amico e piangere di gioia, a camminare con nelle orecchie tutta la sinfonia del ruscello e del prato, assaporandola. Ci ricorda la bellezza di entrare in contatto con chi è diverso, di fare la strada accanto a chi ci è sempre stato antipatico, di correre in aiuto di chi ha bisogno.

    Ecco perché forse vale la pena, pur trattandosi effettivamente di una fiaba, di un romanzo, e per di più fantastico, pur essendo noi ormai persone colte, concrete, che abbiamo attraversato come tutti ma poi superato certe cose, ecco perché forse vale la pena concedersi questa re-immersione, questo viaggio in una fiaba, se la fiaba è Il Signore degli Anelli.

     

    (tratto da La Via prosegue senza fine di Giacomo D’Alessandro, Genova 2009)

     

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    I LIBRI CHE HO LETTO NEL 2012 (E CHE CONSIGLIO)

    28 dicembre 2012 // Commenti disabilitati su I LIBRI CHE HO LETTO NEL 2012 (E CHE CONSIGLIO)

    Quest’anno ho fatto l’esperimento di annotare pubblicamente in una nota Facebook tutti i i libri che ho letto nel 2012 (non tutti ovviamente terminati). Mi piace l’idea di condividerli, con una riga di commento ciascuno, nella speranza che possa esservi utile per qualche spunto di lettura e soprattutto che siate altrettanto magnanimi da condividere le vostre letture più significative per dare spunti a me.

    I libri procedono dal più lontano in ordine di lettura. Quelli con l’asterisco (*) li ho terminati. Sottolineati quelli che consiglio assolutamente di leggere.

     

    1. Lezioni Americane, Italo Calvino, ed. Mondadori *

    Un testo splendido per chi vuole cimentarsi con la scrittura e con una lettura più profonda della letteratura in generale.

     

    2. Cammina Cammina, Tiziano Colombi *

    Un mio privilegio: il testo è inedito e racconta l’esperienza dell’amico bergamasco nella camminata-evento cui io stesso ho preso parte “per ricucire l’Italia con i nostri passi”.

     

    3. Preghiere, Michel Quoist, ed. Cittadella *

    Ogni sera per qualche mese ho mandato una frase da questo libro ai miei amici. Pillole di contemplazione profonda per momenti di interiorità personale.

     

    4. I guerrieri di ghiaccio, G.R.R. Martin, ed. Mondadori *

    L’ennesimo capitolo della saga delle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, una delle più intriganti del nostro tempo, da cui stanno traendo il serial “Game of Thrones”. Consiglio la lettura, ma a partire dal primo episodio, “Il Trono di Spade”.

     

    5. Maree di mezzanotte, Steven Erikson, ed. Armenia

     

    6. Lettere a nessuno, Antonio Moresco, ed. Einaudi

     

    7. Io mi chiamo Yorsh, Silvana De Mari, ed. Fanucci *

    Una scrittrice italiana tutta da scoprire, un libro molto più adatto ad adulti che a bambini. Un fantasy finemente pedagogico che segue la saga (che consiglio) de “L’Ultimo Elfo”.

     

    8. Dissolvento, Filippo Itolli

     

    9. In nome di Dio – La morte di papa Luciani, David Yallop, ed. Tullio Pironti

     

    10. Chuck Norris ha aperto quella porta, Mist & Dietnam *

    Spassosissimo, da aprire a caso e ridere per un quarto d’ora da soli, specie se avete visto un po’ di puntate del mitico Walker Texas Ranger.

     

    11. Conversazioni notturne a Gerusalemme, Carlo Maria Martini, ed. Mondadori *

    Rileggendolo sono sempre più convinto si tratti di uno dei libri più preziosi mai scritti come contributo alla spiritualità, alla giustizia, alla fede e ad una rievangelizzazione della Chiesa. Dialogo, impegno, ricerca, proposta. Un libro fondamentale del Papa della nostra epoca.

     

    12. Tu sei il silenzio, Karl Rahner, ed. Queriniana

     

    13. Salviamo la Chiesa, Hans Kung, ed. Rizzoli *

    Un testo breve e fruibile da tutti che riassume lucidamente e schematicamente il lavoro di una vita di uno dei maggiori teologi cattolici del Novecento, a favore di un percorso di riforma della Chiesa verso l’unità dei Cristiani.

     

    14. Santi Patroni Padani, Tiziano Colombi, ed. Effige *

    Dedicato a chi si erge in difesa delle tradizioni e dei costumi “contro” l’invasione degli stranieri e degli immigrati, tanti piccoli racconti rivelano come i maggiori patroni delle grandi città del Nord Italia siano tutti originari del Nord Africa o dell’Oriente. Leggero, evocativo, affascinante.

     

    15. I fuochi di Valyria, G.R.R.Martin, ed. Mondadori *

    16. Le guerre spiegate ai ragazzi, Toni Capuozzo, ed. Mondadori

     

    18. La prima generazione incredula, Armando Matteo, ed. Rubbettino *

    Un testo sorprendente per lucidità di analisi e concretezza di esempi e proposte. Perchè i giovani fuggono dalla Chiesa, perchè la Chiesa sbaglia a presentarsi ai giovani. Un libro che chiunque opera in ambienti parrocchiali o religiosi dovrebbe leggere.

     

    19. La leggenda dei monti naviganti, Paolo Rumiz, ed. Feltrinelli

     

    20. Così in terra, come in cielo, Andrea Gallo, ed. Mondadori *

    Si legge d’un fiato grazie alla bravura della collaboratrice di don Gallo che ha steso i sempreverdi e sempre divertenti racconti del prete da marciapiede più famoso d’Italia, piccoli aneddoti di vita, di Chiesa, di miseria, d’Italia, che fanno pensare e interrogano ciascuno di noi su “che fare” nel concreto tutti i giorni per “amare il prossimo”.

     

    21. Plagi, AA.VV., ed. Effige *

    Quanto i disegni e fumetti moderni hanno preso dalla fotografia d’autore? Si sa ma non si dice, nè si cita… Un testo da sfogliare con interesse e curiosità.

     

    22. Quel che resta dei cattolici, Marco Marzano, ed. Feltrinelli *

    L’esperienza insolita e attraente di un sociologo non praticante, che si butta in luoghi diversi della religiosità “che resta” oggi in Italia e traccia un quadro assolutamente da conoscere ed affrontare. Un percorso da seguire.

     

    23. Nessun luogo è lontano, Richard Bach *

     

    24. Crampton Hodnet, Barbara Pym, ed. Astoria *

    Quello che sembra uno dei soliti classici noiosi di inizio Novecento si rivela un testo ironico e raffinato, da leggere d’un fiato gustando l’autoironia sul sistema e sulla cultura della società da cui proveniamo.

     

    25. La realtà in trasparenza. Lettere, J.R.R.Tolkien, ed. Bompiani

    Leggete solo qualche lettera e scoprirete tutta la grandezza della figura di Tolkien, il filologo, il professore, il padre, lo scrittore, l’amico, il soldato, il fantasticatore, il giardiniere… Oltre a capire davvero in profondità le sue opere più famose e il suo pensiero su di esse.

     

    26. Il deserto nella città, Carlo Carretto, ed. EDB *

    Per chi vuole provare una settimana di meditazioni e letture che si intersechino nel caos della routine quotidiana. Per chi vuole mettersi in cerca di un proprio spazio vitale quotidiano, nel delirio della città, di deserto rigenerante.

     

    27. Gaudium et spes, Concilio Vaticano II, ed. Paoline *

    Colpisce a distanza di 50 anni la profezia e la concretezza delle analisi ed esortazioni contenute in questo testo, prodotto con grandi fatiche e discussioni da una Chiesa collegiale e in fermento, che oggi pare un sogno.

     

    28. Roma, due del mattino. Lettere dal Concilio, Helder Camara, ed. San Paolo

    Assolutamente da leggere per l’umanità, la sensibilità, l’impegno critico e l’entusiasmo di questo vescovino dei poveri che ha prodotto grandi frutti nell’evento più importante della Chiesa negli ultimi secoli.

     

    29. La danza dei draghi, G.R.R.Martin, ed. Mondadori *

    Con splendidi colpi di scena prosegue la saga di Martin che inizia a chiudere il cerchio sui Sette Regni verso una prossima memorabile conclusione.

     

    30. La santa, Antonio Moresco, ed. Bollati Boringhieri *

    Un testo teatrale che non lascia indifferenti, facendo sorgere le emozioni più strane nella inimitabile scrittura di Moresco.

     

    31. La strega, il cavaliere, la Morte e il diavolo, Silvana De Mari, ed. BUR

     

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