STELLA D’ITALIA – 2 – LA SPORCA DOZZINA E CAMPIONI DEL MONTE

Stella d’Italia – Braccio Nord Ovest

RECCO – SANTA MARGHERITA | 28 maggio 2012

25 km – 12 camminanti

I camminanti all'arrivo a Portofino

 

[scritto il giorno successivo]

La seconda tappa è stata bella, piena e spettacolare.

In dodici, la sporca dozzina che eravamo rimasti, siamo tornati con un po’ di ritardo a Recco (in treno, dopo la notte ancora al Convento di Oregina a Genova) e abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato. Con un po’ di fatica a non disperderci tra caffè, focacce, mercato e bisogni vari, abbiamo raggiunto la bella Camogli per poi attaccare la scalinata fino al gioiello di San Rocco, e da lì ancora fino ai sentieri del Monte di Portofino.

Boschi, rocce, scogliere, salite e discese fra grandi tronchi, in conche scure per poi sbucare su viste mozzafiato. Forse è stato il giorno più complesso in cui “ingranare” per me. Le motivazioni, lo spirito, la gestione di tutte le cose, allacciare meglio la conoscenza e i rapporti con tutti, capire chi prosegue i giorni a venire.

Uno stupore continuo la varietà dei paesaggi e del lungo giro di uno dei monti più famosi al mondo, mentre ben più perplessi ci ha lasciato il ricco turismo del paesino di Portofino, costellato di gioiellerie, negozi di lussuosi vestiti e ben due banche nell’unica viuzza centrale.

Incredibile come la bellezza semplice e millenaria della natura, delle casette in pietra e mattoni, delle barchette approdate nella baia, degli uliveti e delle stradine giù per i terrazzamenti, in bocca al mare, siano diventati merce di lusso per pochi, strappati con denaro alla condivisione comune e cintati e blindati in grandi ville e imponenti residence privati.

Come un paesino gioiello alla vista sia finto e sterile di vita, ma solo passaggio di desideri del consumo, di denaro e d’altre banalità. Manca l’uomo, manca l’umanità, manca la vita vera.

 

Ora sono qui in spiaggia a Zoagli, con le nostre tre donne di Stella d’Italia schiamazzanti e felici come bambine, in mare, Walter al sole dopo aver fatto le vasche e il colosso Luca svaccato dormiente dopo aver strappato il primo roboante tuffo all’arrivo.

Rammento ancora le belle cose di ieri, i racconti di Antonio sulla sua vicenda di scrittore tutta da scoprire, sulle favole scritte per sua figlia e le prossime per sua nipote, sul suo prossimo libro in stesura e la continua difficoltà, in questi anni, ad essere considerato per le sue opere invece che per la mancata adesione ai giri degli “amici”.

Tra un passo e l’altro ha modo di passare la storia di ognuno di noi, in sprazzi di racconti che si mischiano alla litania della risacca, sotto la strada, mentre una nube si affaccia oltre il crinale e qualche vela puntella, timida, l’orizzonte.

[foto di Maria Grazia Lacitignola]

Giacomo e Antonio risalgono i boschi del monte di Portofino.

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Pubblicato da Giandil

Un viandante, narratore e cantore, in cammino e in ricerca dell'armonia del viaggio-incontro. Sulla via del ramingo, nel rifugio della semplicità. Giacomo D'Alessandro (Genova, 1990) vive a Genova e Pavia. Ha frequentato il Liceo Classico Colombo, studia Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Universitá di Pavia e Scienze Religiose all'Istituto Superiore pavese. Appassionato di libri, viaggi e incontri, scrive articoli e commenti d'attualitá sul blog www.fiatocorto.blogspot.com, e racconti di fantasy e narrativa (alcuni pubblicati nella raccolta "Il Canto di Osner e altri racconti" (ed. Albatros Il Filo, 2010). Nel 2006 ha creato il blog www.cantodelramingo.splinder.com, un luogo e diario di camminate, pensieri e spiritualitá. Una naturale fortezza per raminghi di ogni tipo e provenienza.