STELLA D’ITALIA – 4 – CAPRA E CAVOLI, CHE FATICA!

Stella d’Italia – Braccio Nord Ovest

CHIAVARI – MONEGLIA | 30 maggio 2012

25 km – 5 camminanti

Iniziare la giornata imboccando un sentiero senza sbocco. Perchè era il campo di un contadino.

A iniziare la giornata per me sveglia ore 6’50. Colazione solitaria e poi Messa con alcune professoresse delle scuole qui del Villaggio del Ragazzo, fuori il chiasso crescente degli alunni ammassati all’entrata. Poi accompagno gli altri a fare colazione mentre il viavai nel villaggio aumenta. Inizia una nuova giornata.

Alle 8’30 riusciamo a partire: la quarta tappa di Stella d’Italia si preannuncia lunga fino a Moneglia. Ce ne dà un assaggio la ripida salita da Lavagna a Santa Giulia. C’è da dire che da Santa Margherita in poi la Liguria si alza sul mare con continui promontori, e la Via della Costa, per evitare l’Aurelia, ci porta in saliscendi continuo a chiesette sul crinale e giù al paese successivo.

Non ho ben chiaro il percorso di oggi, da Sestri Levante in poi, ma ci affidiamo. Qualcosa si trova. I miei compagni di viaggio sono forti e motivati, chiacchierano, sudano e non si lamentano. Si ha la certezza di decidere insieme e di andare lontano, in ogni caso.

La loro sosta golosa e infinita al primo mercato ortofrutticolo in cui ci imbattiamo incrina da subito questa mia coriacea convinzione.

 

[scritto il giorno successivo]

Ieri è stata per me la tappa più lunga e più difficile. Da Chiavari a Moneglia, per evitare l’Aurelia, una serie di monti uno dopo l’altro, con ripide salite. Al mattino la dritta Santa Giulia ancora fresca della foschia mattutina, la vista su tutto il golfo e la piacevole discesa a Cavi, poi altri sentieri fino a Sestri Levante, grande golfo con la penisola e la Baia del Silenzio, dove ci siamo fermati chi a fare il bagno e chi sotto le fronde, a mangiare.  A tratti recuperiamo anche qualche notizia sul mondo politico, ligure e nazionale.

 

La parte di percorso da Sestri a Moneglia mi mancava e sono riuscito a recuperarla al telefono grazie agli amici Giovanna e Fabio. Per fortuna ho preferito l’Aurelia a Punta Manara, un intero monte che sarebbe stato lunghissimo scavalcare, col rischio di perdersi, per guadagnare il paese di Rivatrigoso e il suo mega cantiere navale Fincantieri.

A questo punto però il passaggio a Moneglia si prospettava una dura salita per aggirare il Monte Moneglia e Punta Baffe, e Walter e Silvana, ieri non proprio al massimo della forma, hanno preferito non sforzare e andare in treno per aspettarci all’arrivo.

Così in tre ci siamo avviati per quello che si è rivelato un tratto lunghissimo, tutto esposto al sole del pomeriggio, sul mare ma senza vento, in macchia mediterranea con rovi, pietre bollenti, terra riarsa e ragnatele. Salita, lunga salita e indefiniti tratti di saliscendi in costa con spine e arbusti a graffiare caviglie e braccia già arrossate dal solleone.

Passaggi e paesaggi bellissimi, selvaggi, con viste mostruose, animali (bisce, sparvieri, capre..), piante fiori e profumi, la torre saracena…

E poi han cominciato a farsi le 19, e noi ancora nel bosco in una discesa infinita culminante con ripido asfalto. Siamo arrivati al nostro alberghetto di Moneglia alle 8 meno dieci. Una fatica piena, una prova dura, una soddisfazione incontenibile.

Dopo la bella cena insieme e chiacchierando col padrone di casa, un po’ di Crozza per ridere in tv. Perchè, ragassi, siam mica qui a tagliare i bordi ai toast.

[foto di Maria Grazia Lacitignola]

Vie antiche e dimenticate, arte dei semplici, tesoro degli umili.

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Pubblicato da Giandil

Un viandante, narratore e cantore, in cammino e in ricerca dell'armonia del viaggio-incontro. Sulla via del ramingo, nel rifugio della semplicità. Giacomo D'Alessandro (Genova, 1990) vive a Genova e Pavia. Ha frequentato il Liceo Classico Colombo, studia Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Universitá di Pavia e Scienze Religiose all'Istituto Superiore pavese. Appassionato di libri, viaggi e incontri, scrive articoli e commenti d'attualitá sul blog www.fiatocorto.blogspot.com, e racconti di fantasy e narrativa (alcuni pubblicati nella raccolta "Il Canto di Osner e altri racconti" (ed. Albatros Il Filo, 2010). Nel 2006 ha creato il blog www.cantodelramingo.splinder.com, un luogo e diario di camminate, pensieri e spiritualitá. Una naturale fortezza per raminghi di ogni tipo e provenienza.