SESTA TAPPA, LE VASTITA’ DI SCAMPIA (parte 2)

Sergio, panda rossa, campo Rom, speranza e diossina 

[continua dalla prima parte

I primi giri per Scampia li faccio in macchina con Sergio, nel sole accecante che arroventa asfalto, cemento, monnezza. Poco più di 40 anni, vicentino, Sergio è gesuita. Spalle larghe, fare deciso, pantaloncini e maglietta con su la polvere di Scampia, mi racconta aneddoti e curiosità, mi dà gli strumenti, giorno dopo giorno, per leggere quello che vedo, e notare quello che non si vede a un primo sguardo.

Sulla sua vecchia panda rossa mi porta al campo Rom. Scampia ha cinque campi Rom dei sette presenti a Napoli. E visto che “i Rom non sono gente”, nella cattiveria comune, la strada che porta al campo è una enorme discarica a cielo aperto, alta e larga metri, sciolta dal sole. Il puzzo è irrespirabile. Dentro, i campi sono più puliti dell’intero quartiere, più ordinati, quasi più umani. Scambiamo due parole, alcuni di loro sono preoccupati perchè qualcuno ha scoperchiato un grosso tombino e c’è il rischio che i bambini si facciano male…

Sergio mi mostra una baracca dove ha scelto di abitare un pastore Battista, con la moglie. Una presenza, un integrarsi al contrario, una scelta di “camminare con”, condividendo tutto quanto.

Racconta sempre aneddoti allucinanti, il Sergio, che danno un’idea della realtà in cui si trova immerso da circa sei anni. E’ lui che organizza e accoglie i gruppi Scout che da tutta Italia vengono in estate a fare servizio. Lui che pensa a portarli in giro, che li mette a contatto con il luogo, procura le testimonianze, propone dei servizi, si preoccupa della pratica delle attività del Centro Hurtado. Lo puoi trovare sotto i porticati dei palazzi a chiedere alle mamme di mandare giù i bambini per farli giocare con gli Scout, e un’ora dopo in riunione con i volontari del Centro per pianificare progetti e percorsi dell’anno a venire.

Non è tipo da lasciarsi andare in smancerie, non si stupisce di nulla, non si spaventa. Va avanti. Ma il suo ridere delle cose divertenti che gli capitano, il suo silenzioso preoccuparsi di chi gli sta attorno, tradiscono la grande passione interiore che lo anima e tiene fresca la sua speranza.

 

Di speranza mi sono trovato a parlare con Fabrizio Valletti, una sera dopo cena, sul balcone al nono piano del Parco Lara, dove abitano i gesuiti. Fabrizio è il responsabile della comunità, un uomo calmo, sorridente, sguardo penetrante dietro gli occhiali. Lorenzo una mattina mi ha detto: “Lui ha una caratura che potrebbe fare il ministro”. Ed è così. In poche parole scelte con cura, nella semplicità e del vivere quotidiano e dell’apparire in pubblico, quasi anonimo a un primo sguardo, Fabrizio racchiude il significato di questo posto, le ragioni della speranza, l’importanza del costruirsi persone forti, libere, che conoscano la realtà, che scelgano.

Mentre parliamo, l’aria si riempie dell’odore pungente di gomma bruciata, e in lontananza nella notte il quartiere è soffocato dal fumo. “Questi sono i roghi di monnezza – fa lui con un sorriso rassegnato – diossina pura…”. E’ qui da parecchi anni ormai. Dalle parole dei tanti che ho incontrato mi sono reso conto di come dietro quella figura per nulla appariscente vi sia un riferimento indispensabile per molti. Uno che ha saputo intessere una rete tra le realtà più disparate, mettendo a collaborare insieme tanti talenti al servizio del quartiere. E soprattutto, un umile che continua a interrogarsi, a saper ascoltare, a sapersi affiancare compagni di viaggio con l’idea di cercare insieme la strada, senza nessuna imposizione o autorità. Una presenza che illumina questo luogo senza senso.

Pubblicato da Giandil

Un viandante, narratore e cantore, in cammino e in ricerca dell'armonia del viaggio-incontro. Sulla via del ramingo, nel rifugio della semplicità. Giacomo D'Alessandro (Genova, 1990) vive a Genova e Pavia. Ha frequentato il Liceo Classico Colombo, studia Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Universitá di Pavia e Scienze Religiose all'Istituto Superiore pavese. Appassionato di libri, viaggi e incontri, scrive articoli e commenti d'attualitá sul blog www.fiatocorto.blogspot.com, e racconti di fantasy e narrativa (alcuni pubblicati nella raccolta "Il Canto di Osner e altri racconti" (ed. Albatros Il Filo, 2010). Nel 2006 ha creato il blog www.cantodelramingo.splinder.com, un luogo e diario di camminate, pensieri e spiritualitá. Una naturale fortezza per raminghi di ogni tipo e provenienza.