LETTERA A BABBO NATALE (2015)

Caro Babbo Natale,
scrivo a te che ami esser viandante, preparare doni e fare visita a quanti sono più piccoli e bisognosi di esser considerati. Per favore, chiedi agli Gnomi del tuo villaggio (so che è nei pressi di Rovaniemi, nella Lapponia finlandese) di condensare in una polvere magica questo tuo spirito. Se me ne porti un po’, forse posso imparare anche io a sfruttare un momento come il Natale per “farmi presente” ad amici che ne hanno particolarmente bisogno. Non è forse un bel momento, il Natale, per regalarsi a vicenda la propria amicizia? Per fare bilancio dei propri rapporti, e fare progetto perché crescano? Caro Babbo Natale, troppe persone intorno a me non fanno progetti sulle amicizie. Oh, l’amicizia è una cosa seria! A parer mio, è la forma più alta di relazione umana. “Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”, diceva qualcuno, un viandante anche lui. Eh già, l’amicizia è una crescita insieme, una condivisione gratuita, una fatica anche, dove non c’è spazio per attrazione istintuale, come nella coppia. No, l’amicizia è scelta continua, nell’esser praticata… Allora ti chiedo un po’ di quella polvere magica, per ravvivare, celebrare e intensificare le mie relazioni.
Sai, Babbo Natale (ma è vero che ti chiami Jaulupukki?! Ma che lingua parlate lassù?), tra pochi giorni l’esperienza di vita comunitaria qui a Banchi compirà due anni. Tantissimi doni hanno attraversato questo tempo, questi luoghi. Tantissime relazioni, tra le più preziose. Mi verrebbe da chiederti tantissime cose che qui son da rifare, finestre, pavimenti, stufe, luci… Ma mi trattengo. Un pezzo alla volta, sono sicuro che riusciremo a recuperare tutto ciò che serve, grazie al riuso. E d’altronde, niente come l’estrema semplicità di vita mi sta aiutando a tenere fermi certi valori, certe libertà, a dare peso alle cose veramente importanti, senza distrarmi e riempirmi di cose materiali…
L’anno scorso ti ho chiesto degli alberi. Quest’anno ti chiedo dei compagni di viaggio. Amici vecchi e nuovi che abbiano desiderio e coraggio di pianificare qualche dolce follia, camminate, viaggi a piedi, esplorazioni del mondo… Sai, sempre più son circondato di persone già rassegnate al tram tram quotidiano, al “si deve fare”, alle ansie e alle paure di non farcela. Ma se proprio noi non osiamo un po’, procurandoci esperienze imprevedibili, avventurose, in cui crescere e comprenderci meglio, cosa ci stiamo a fare? Ecco, Babbo Natale, portami un po’ di avventura. Me ne serve una bella scorta, per non lasciarmi mai chiudere nell’abitudine e nella comodità. Un po’ di avventura è l’unica via di fuga dal mio presunto limite, l’unica rampa di accesso a parti inesplorate di me, e a relazioni significative cui dare spazio per fruttificare.
Tra le cose più belle capitate quest’anno, ho iniziato a insegnare un po’ di chitarra ai bambini della Staffetta, sai, quel centro in Via Pré che raccoglie ogni giorno scriccioli di tutti i colori, per giocare, imparare, vivere il quartiere… Imparare chitarra per molti di loro sarebbe stata una prospettiva insostenibile, inconcepibile. Ad alcuni brillano gli occhi ogni volta che si va a suonare. Imparano velocissimi. Vorrei chiederti un pizzico di coraggio in più, di costanza, di umiltà e di capacità, per dare loro, in tutti i sensi, uno strumento in più verso la bellezza di sé.
Ehi Babbo Natale, guarda che mi sto anche documentando su di te. Sono stufo di sentir dire in giro – senza la minima sensibilità verso chi, come me, alle fiabe intende crederci – che sei solo un testimonial pubblicitario creato dalla Coca Cola. A parte che io non la compro mai la Coca Cola, viste le porcherie che combina da multinazionale nei paesi più poveri, dove a causa delle sue fabbriche manca l’acqua o fallisce l’agricoltura locale. Ah, se più gente usasse i soldi con un senso (e una coscienza), quante cose si potrebbero cambiare solo per le leggi di mercato…banche armate che falliscono, multinazionali che cambiano atteggiamenti, aziende che vendono energia pulita e non “sporca”, barche che pescano il pesce senza distruggere i fondali…
Ma scusami, non cambiamo discorso. Mi sto documentando proprio su di te. Ho capito che hai la barba bianca di Odino, il misterioso dio nordico, e forse anche la sua slitta trainata da cavalli volanti… Ma hai anche la veste rossa e il cappello da San Nicola, un buon pastore per la sua gente e i suoi piccoli. Insomma, te la cavi bene a stare tra fiaba e realtà, e non manchi di far visita ai piccoli, a chi ha più bisogno, come un bravo nonno che si prende cura della sua gente. Chissà quanti come te, che incarnano il tuo spirito. Quanti Babbo Natale necessita il nostro mondo… Discreti, silenziosi, consapevoli, sensibili. Portami un po’ della tua saggezza in questo: non farmi perdere di vista tante persone che rischio di trascurare. Non rendermi restio a mettermi a servizio di persone nuove, a costruire da zero, e a coltivare ciò che è seme buono.
Scusa Babbo Natale, anche stavolta ho scritto troppo. Non so se potrai portarmi tutto ciò che ti ho chiesto. Tu sai valutare meglio di me. Se è vero che sei stato anche un Vescovo, capisci bene che ora vado a rileggermi quel racconto bellissimo da cui prende vita il Natale: la nascita di Gesù, a Betlemme di Palestina, circa due millenni fa. Attualizzandolo, sento rinascere la fiducia. Non siamo un mondo destinato al caso e al declino. Siamo un mondo dove proprio nel luogo più piccolo e irrilevante, nella notte più buia ed ostile, può nascere una luce di speranza.
Tuo
Giacomo
Genova, 22 dicembre 2015

 

Pubblicato da Giandil

Un viandante, narratore e cantore, in cammino e in ricerca dell'armonia del viaggio-incontro. Sulla via del ramingo, nel rifugio della semplicità. Giacomo D'Alessandro (Genova, 1990) vive a Genova e Pavia. Ha frequentato il Liceo Classico Colombo, studia Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Universitá di Pavia e Scienze Religiose all'Istituto Superiore pavese. Appassionato di libri, viaggi e incontri, scrive articoli e commenti d'attualitá sul blog www.fiatocorto.blogspot.com, e racconti di fantasy e narrativa (alcuni pubblicati nella raccolta "Il Canto di Osner e altri racconti" (ed. Albatros Il Filo, 2010). Nel 2006 ha creato il blog www.cantodelramingo.splinder.com, un luogo e diario di camminate, pensieri e spiritualitá. Una naturale fortezza per raminghi di ogni tipo e provenienza.