Elogio del silenzio

di Asiel | Alessia Traverso

Viandante sul mare di nebbia, C. D. Friedrich

Nella Città Grigia cala la notte. Le strade si fanno buie e la vista fatica. Rumori, rumori sempre. Ho atteso giorni in cerca di un silenzio che qui, nella Città  Grigia, non esiste. Attraverso una strada, protetta del ticchettio insistente di un semaforo verde. Lo stridio di una frenata. Clacson e voci pesanti. Rumori. Cammino verso la ferrovia, mentre in lontananza fa eco una sirena, forse di dolore o forse di speranza. Il rumore si sovrappone a mille altri, freddi, metallici. Mille passi sulla passerella d’acciaio, una gru che si muove nel cantiere, un treno che corre furioso. Non si ferma, mi assorda. La voce registrata annuncia numeri, ritardi e ancora numeri, lontana e glaciale. Lo stampo dell’obliteratrice, poi una saracinesca si abbassa. Qualcuno ascolta musica gracchiante, non richiesta. Rumori nella Città Grigia. Salgo sul treno. Un fischio, ancora voci, annunci e pubblicità che impediscono di trovare pace. Scendo, il passo svelto di sempre, in fuga costante. Ma la Città Grigia non lascia scampo. Lo sbuffo di un bus mi colpisce all’improvviso. Nei negozi la musica è trapanante, non mi riesco a concentrare. Entro ed esco, rapida, senza aver concluso. Ancora passi veloci e ancora treni e stridio di freni e voci registrate. Mi guardo intorno. Quattro alberi lungo il viale urlano, muti nel vento. Cerco la loro voce frusciante, come ad affermare che esistono. Troppo labile lamento, soffocato dalla baraonda di grida e stridii, dal cemento che riflette tristezza. E’ la Città Grigia alienante? No, essa è umana… Un tocco d’uomo in ogni luogo. Il selvaggio tenta d’infilarsi dalle fessure della città. A volte vince: l’infuriare del vento, il richiamo di una rondine. Fuggi piccola, sii libera. Cerca suoni e armonie, lontano da questa umanità ingabbiata. Io cercherò di raggiungerti. Chiudo gli occhi ma tutto resta. Rumori. Sono liberi i miei sensi? Vigili, costanti, incontrollabili, mi costringono a non spegnere il contatto tra anima e realtà. Non voglio sentire, non oggi. Cerco armonia nell’anima con il suono del silenzio, desidero immergermi nella sua immensità. La risposta è via. Abbandonare la Città Grigia. Scelgo la bellezza. Ascolto il silenzio.

Pubblicato da Giandil

Un viandante, narratore e cantore, in cammino e in ricerca dell'armonia del viaggio-incontro. Sulla via del ramingo, nel rifugio della semplicità. Giacomo D'Alessandro (Genova, 1990) vive a Genova e Pavia. Ha frequentato il Liceo Classico Colombo, studia Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Universitá di Pavia e Scienze Religiose all'Istituto Superiore pavese. Appassionato di libri, viaggi e incontri, scrive articoli e commenti d'attualitá sul blog www.fiatocorto.blogspot.com, e racconti di fantasy e narrativa (alcuni pubblicati nella raccolta "Il Canto di Osner e altri racconti" (ed. Albatros Il Filo, 2010). Nel 2006 ha creato il blog www.cantodelramingo.splinder.com, un luogo e diario di camminate, pensieri e spiritualitá. Una naturale fortezza per raminghi di ogni tipo e provenienza.